Aborto della metamorfosi
Da ammasso geografico a mare bianco di spazio
Abbandonati nella grande stanza dalle pareti nude
Per dipingere graffiti allucinati salve agli Dei
Amaro corpo causale traboccante di spietata ermetica
Estende all’infinito, nel folle carnaio dei folli dell’amore,
L’eroica discesa nelle viscere della balena di legno
Perché e fin troppo ovvio il suo pellegrinaggio
Dalle indifferenti facce dei tuoi guardiani
Sotto la tempesta elettrica
Gli inutili maghi di vetro erano oro
Bagnato da perduto respiro
Abbracciato alla tua tempia sinistra
Ritorni lo sguardo dal carnevale senza coriandoli
Rumore sciolto di larva fino all’osso
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Commenti (1)
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Maurizio Brancaleoni9 maggio 2007
... sicuramente bella anche se un po' ridondante...