Il vecchio e la giostra
Si fermerà questa triste logora giostra
che vorticosa ti stringe e ti prostra,
girando crudele e ancor più impietosa,
sorda al tuo strazio e senza posa.
Vecchio carillon, noiosa stonata litania,
che incespicando ancora tira via,
e tu arranchi tendendo la mano,
imprechi deluso, e speri, ma invano.
Diversa dalla gaia giostra di un'altra età
che non girava mai abbastanza per la tua avidità,
il gioco finiva presto, senza aspettare,
lasciandoti a terra a guardare.
La giostra della vita invecchia con te
e ti scopri a seguirla, senza un perché,
ma il posto in cui siedi è sempre più stretto
e non puoi invertire l'ordine maledetto.
Altro spazio non ti è concesso e lo sai,
hai smesso di cercarlo e intanto vai,
senza volerlo e senza capire ruoti,
non più ribelle, e di tanto in tanto ti scuoti.
Non c'è fermata in questo calvario,
non torna indietro e non ha orario,
e il disperato urlo della tua condizione
è soffocato dalle sguaiate note del baraccone.
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Commenti (3)
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Giovanni Monopoli16 gennaio 2014
...già è la giostra della vita che gira col suo incedere costante sino a quell'ultima fermata... poesia piaciuta per la sua riflessiva esposizione con metafora che accompagna in quel girare costante
s
sergio garbellini16 gennaio 2014
Un bellissmo quadro poetico dove si fa sfoggio di una riflessione sulla vita, con versi che coinvolgono anche il lettore. Una scena di notevole impatto, che rappresenta il ciclo dei nostri giorni. Versi che intersecano particolari sensibili in una trama di interesse e di sensibilità poetica, brava l'autrice.
Francesco Rossi16 gennaio 2014
Al contrario, con l'età che avanza la tempra si irrobustisce e la scorza del viso segnata dal lavoro lascia segni tangibili di una esistenza vissuta con passione, quello che rimane con entusiasmo sino alla fine.

