Dal nido
Inoltro il mio passo tra foglie sdrucite, tra lame di luce affilate e ombre di felci.
Questo bosco odora di terra madida di muschio stellato e pallide lamelle.
Incespico tremante nel mio pensiero che come radice deviata cresce a stento.
Pesante roccia il cuore fisso tace.
Tra rami aperti come ali di Airone le mie pupille scrutano.
Cercano la madre.
Quella che accoglie nel grembo la torba fertile dell’affetto.
Lei che culla e consola, che annoda alle fini liane
il verso d’amore che pigola forte dal nido.
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Commenti (1)
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Francesco Rossi20 gennaio 2014
Una alta percezione per quella accoglienza nel nido costruito che diventa casa abitata. Pigolio percepito.
