IL PROFETA ED IL RUSCELLO... e se Gibran
Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne
Commenti (11)
Una favola non dal lieto fine... che in fondo... proprio favola non è. La storia di una vita vissuta coltivando emozioni, lontano dalla formalità delle parole, alla ricerca del proprio corso intriso d'azzurro cielo. Tanti momenti... un collages variopinto che via via va però a smarrirsi lungo quel sentiero che porta a quell'abitudine che smarrisce tono e colore. Accadde tutto all'improvviso... tutto in una notte... senza preavviso. Il sangue allora si ragrumò nel silenzio che non scorreva... immobile come uno stagno perse ossigeno e vita, come il sole che, da quel giorno, smarrì luce e calore e... se ne andò.
una favola dagli occhi del cuore che suggella poesia e amore in una metafora di mondo... il profeta insegnò l'amore... versi dolcissimi
Le sensazioni che ricevo da questa lirica sono di un profondo vissuto, in quelle aspettative e sogni altissimi dove l'incedere dei dolori, delle avversità, s'imprimono nel sangue nelle pietre che colmano le tasche, ormai piene di vita... Più alti sono i valori, più grande il dolore della delusione! Mi perdonerà l'autrice di questo commento personalizzato ma come si dice " ogni poesia, donata, appartiene a chi la legge" Sentita e molto apprezzata.
Parole usate per raccontare eventi dove non si parla di... parole, ma di un vissuto che corre tra sofferenze verso il suo mare magnum. Le battaglie di una vita, sofferte, combattute, percorrono il loro ineluttabile destino come un ruscello raggiunge il suo mare (come Gibran dice nel suo libro: "Il ruscello ha raggiunto l'oceano, e una volta di più la grande madre stringe il figlio al suo petto... E poi verrò da te, goccia senza confini all'infinito oceano").Colpisce in questa lirica l'appropriata crudezza reale nel rappresentare gli eventi di vita e le circostanze vissute e molto apprezzabile risulta essere la potenza dei versi che ha saputo evocare situazioni crude, dure e comunque reali senza perdere di vista quel lirismo molto apprezzato!
ai meritati commenti ricevuti... un bella lirica... in metafora coinvolgente e sentita, la sento come realtà vissuta... miscellane di emozioni grandi, a volte tutto accade in un battito di ciaglia... complimenti di cuore alla valente poetessa...
Caspita, che bella. Una serie di immagini, che trasportano e trasmettono. Proprio sentita. Grazie
quando vi parla l'Amore credete in lui anche se vi impasterà, stravolgerà, deluderà non accantonate le sue parole disse il profeta, un percorso molto arduo nella ricerca della pura bellezza che si scontra con le insidie della quotidianità, un credere nei vincoli senza vincoli, in piena libertà, un percorso fluidamente descritto in questa lirica che sa di favola e magia anche se il finale è triste
Eccellente composizione che si accompagna ad un opera di Gibran, in un verseggiare davvero molto elegante, tra sogno e fantasia quel fiume che scorre, come la vita che affianca nel nostro passo una realtà difficile da vivere senza confini... l'amore che ci insegna il profeta trasporta fra sentieri ardimentosi, inciampando lo sguardo nel silenzio. Ammirevole, fluida, ed emozionante lettura, la chiusa seppur crudele una vera chicca poetica.
credo sia proprio degna di Gibran, il poeta filosofo, e del suo percorso denso di umanità. B r a v i s s i m a
Uno dei miei autori preferiti a cui l'autrice rende merito attraverso un sapiente componimento ricco di immagini poetiche. Si avverte tuttavia la mano dell'autrice la sua capacità di far trasparire ciò che le risuona nell'anima. Un testo che appare cristallino e misterioso allo stesso tempo.
Il ruscello come simbolo del proprio vissuto, del percorso che si compie tra ostacoli e difficoltà, aspettative che spesso rimangono deluse, illusioni e sogni che devono esistere ma a volte svaniscono nell'incontro con la dura realtà. Trovo questa lirica intensamente introspettiva, efficace e bella quanto amara. Interessante e gradito il richiamo a Gibran.










