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Fantasia 20 gennaio 2014 · lettura 1 min · 853 letture

IL PROFETA ED IL RUSCELLO... e se Gibran

nemesiel 226 poesie pubblicate
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Il profeta mi parlò dell’amore. Polvere evanescente di farfalla Le parole, le accantonai. All’alba di un giorno non scritto divenni ruscello di sangue e corsi senza pudore verso il mare. Le mie sponde carezzavano rami chini sopra il sorriso delle fate Levigai sassi, accolsi piogge e neve mi asciugai al sole mi nascosi in anfratti. Trasportavo il riflesso di stelle lontane, d’un cielo creduto mio specchio. Fluivo tra roseti aguzzi nell’infida bellezza di petali vermigli. Abili mani incidevano l’acqua in pensieri d’abitudine vuoti appesi come foglie di carta all’anima che le coltivava. Caddero in una notte. Senza essere rosse senza accartocciarsi senza dolore e vento. Caddero lasciando il grigio del silenzio e le ferite azzurre nei miei occhi. Il profeta mi parlò dell’amore. Il ruscello di sangue si fermò e pianse le sue orme di fango.
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nemesiel

Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne

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Commenti (11)

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Riccardo Ruschetti20 gennaio 2014

Una favola non dal lieto fine... che in fondo... proprio favola non è. La storia di una vita vissuta coltivando emozioni, lontano dalla formalità delle parole, alla ricerca del proprio corso intriso d'azzurro cielo. Tanti momenti... un collages variopinto che via via va però a smarrirsi lungo quel sentiero che porta a quell'abitudine che smarrisce tono e colore. Accadde tutto all'improvviso... tutto in una notte... senza preavviso. Il sangue allora si ragrumò nel silenzio che non scorreva... immobile come uno stagno perse ossigeno e vita, come il sole che, da quel giorno, smarrì luce e calore e... se ne andò.

Rosita Bottigliero20 gennaio 2014

una favola dagli occhi del cuore che suggella poesia e amore in una metafora di mondo... il profeta insegnò l'amore... versi dolcissimi

Patrizia Ensoli20 gennaio 2014

Le sensazioni che ricevo da questa lirica sono di un profondo vissuto, in quelle aspettative e sogni altissimi dove l'incedere dei dolori, delle avversità, s'imprimono nel sangue nelle pietre che colmano le tasche, ormai piene di vita... Più alti sono i valori, più grande il dolore della delusione! Mi perdonerà l'autrice di questo commento personalizzato ma come si dice " ogni poesia, donata, appartiene a chi la legge" Sentita e molto apprezzata.

Salvatore Masullo20 gennaio 2014

Parole usate per raccontare eventi dove non si parla di... parole, ma di un vissuto che corre tra sofferenze verso il suo mare magnum. Le battaglie di una vita, sofferte, combattute, percorrono il loro ineluttabile destino come un ruscello raggiunge il suo mare (come Gibran dice nel suo libro: "Il ruscello ha raggiunto l'oceano, e una volta di più la grande madre stringe il figlio al suo petto... E poi verrò da te, goccia senza confini all'infinito oceano").Colpisce in questa lirica l'appropriata crudezza reale nel rappresentare gli eventi di vita e le circostanze vissute e molto apprezzabile risulta essere la potenza dei versi che ha saputo evocare situazioni crude, dure e comunque reali senza perdere di vista quel lirismo molto apprezzato!

carla composto20 gennaio 2014

ai meritati commenti ricevuti... un bella lirica... in metafora coinvolgente e sentita, la sento come realtà vissuta... miscellane di emozioni grandi, a volte tutto accade in un battito di ciaglia... complimenti di cuore alla valente poetessa...

M
Massimo Curzi20 gennaio 2014

Caspita, che bella. Una serie di immagini, che trasportano e trasmettono. Proprio sentita. Grazie

Carla Colombo20 gennaio 2014

quando vi parla l'Amore credete in lui anche se vi impasterà, stravolgerà, deluderà non accantonate le sue parole disse il profeta, un percorso molto arduo nella ricerca della pura bellezza che si scontra con le insidie della quotidianità, un credere nei vincoli senza vincoli, in piena libertà, un percorso fluidamente descritto in questa lirica che sa di favola e magia anche se il finale è triste

Catia Dinoni20 gennaio 2014

Eccellente composizione che si accompagna ad un opera di Gibran, in un verseggiare davvero molto elegante, tra sogno e fantasia quel fiume che scorre, come la vita che affianca nel nostro passo una realtà difficile da vivere senza confini... l'amore che ci insegna il profeta trasporta fra sentieri ardimentosi, inciampando lo sguardo nel silenzio. Ammirevole, fluida, ed emozionante lettura, la chiusa seppur crudele una vera chicca poetica.

Stefano Drakul Canepa20 gennaio 2014

credo sia proprio degna di Gibran, il poeta filosofo, e del suo percorso denso di umanità. B r a v i s s i m a

Massimiliano Moresco21 gennaio 2014

Uno dei miei autori preferiti a cui l'autrice rende merito attraverso un sapiente componimento ricco di immagini poetiche. Si avverte tuttavia la mano dell'autrice la sua capacità di far trasparire ciò che le risuona nell'anima. Un testo che appare cristallino e misterioso allo stesso tempo.

Fiammetta Campione23 gennaio 2014

Il ruscello come simbolo del proprio vissuto, del percorso che si compie tra ostacoli e difficoltà, aspettative che spesso rimangono deluse, illusioni e sogni che devono esistere ma a volte svaniscono nell'incontro con la dura realtà. Trovo questa lirica intensamente introspettiva, efficace e bella quanto amara. Interessante e gradito il richiamo a Gibran.