Il peccato carnale dell'anima

Dà su un altro cielo
quel profumo
che non andava via
dopo l'amore
Mi culla
come il delirio delle rose in divenire
Acuisce
la nudità di un palmo attorno al viso
quel senso di me
senz'altra forma che il cuore,
perché non è
se non il corso mio del fiume,
esserti, amando
La veglia e il desiderio
non hanno un altro luogo,
conferma
del peccato carnale dell'anima
che mi lascia cadere
nel nido del tuo tempo
Deserta,
finché alla pelle manca la sua veste
lascio entrare la notte,
ché scaldi
l'albeggiare negli occhi
di un nuovo ricordo.
©
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L'autore
Kiaraluna
Scrivere è nel mio DNA ,ho iniziato da bambina,qualche decennio fa.... traballando,senza una reale mèta,ma solo con la maturità ho imboccato la strada che sento appartenermi e più ancora di recente ho scoperto che "leggersi" a vicenda arricchisce molto e , che per poter suscitare emozioni, bisogna per primi averne res
Commenti (3)
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Antonella1721 gennaio 2014
Sentire e vivere sulla pelle l'amore vero e colmo di passione. Lirica molto bella
P
Pepita21 gennaio 2014
E' l'amore che prende e che dà a cui i più cinici hanno dato il nome di peccato carnale perché è l'unica cosa che ci rende liberi. Una poesia stupenda!
Francesco Rossi21 gennaio 2014
Quando la carne e pure l'anima si nutre di sentimento il peccato carnale dell'anima diventa poesia e poesia rimanga perché pure l'anima si nutre delle sensazioni.


