Come rapsodo
Piansi alla tua finestra spenta, e
tristemente, come sconsolato rapsodo,
d'inverno la sera mi parve più scura:
eri in fuga d'amore pomeridiano segreto,
ma non per me che ti conosco debole!
Dopo aver spogliato la tua rosa selvatica,
mi inerpicai su su fino ai tuoi occhi scuri
come brezza calda dietro la porta chiusa,
al riparo da quella città di passaggio,
dietro le quinte del tuo palcoscenico.
Dal proscenio consumai le mie parole
cadute ad una ad una come petali profumati,
naufragate in me dolci nella segreta speranza
che solo l'amore potesse lenire la tua ombra
e placare io mio orgoglio ferito!
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