Re Mida
C'era un giorno una regina
che non era stata sposa,
che non era stata donna
ma nemmeno un po' bambina
che non era mai arrossita
nelle reti dell'amore
né sfiorando con le dita
i petali di un fiore,
ma le palpebre orgogliose
rilucevano felici
nel palpare tra le mani
le pietre più preziose
e quel giorno le sue grida
diventarono gioiose,
quel bel giorno in cui sentì
del potere di re Mida.
Lasciando il suo palazzo,
la sua esistenza grigia
partì con la sua scorta
alla volta della Frigia,
per incontrar quell'uomo
dall'immenso potere
di tramutare in oro
anche i petali di un fiore.
Partì con la sua scorta
per essere sua sposa,
sposa non al re
ma a quel suo oro,
ma giunta non trovò
quel che aspettava..
non un re
per farne il suo amore
ma un vecchio
decrepito scrittore,
curvo in un tugurio
da lui abitato
a far le veci
del palazzo dorato.
”E il re? ” chiese
la regina, guardandosi
intorno smarrita.
”Sono io” rispose
quel vecchio:”sono io
il grande Re Mida,
l'uomo dal grande
potere di mutare
in oro ogni cosa,
per mezzo di versi
divini.. è questo
il mio mestiere,
volger le cose
in poesia, e in fondo
confesso che è questo,
è questo l'oro del mondo.”
La regina s'allontana
delusa, per tornare
al suo grigio palazzo,
ma re Mida la insegue
e le chiede, di essere
la sua nuova musa.
Ma ignara del bene
più sommo, la regina
parte, va via
lasciando quel vecchio
da solo.. solo
con la sua poesia.
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Commenti (1)
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Pino Penny11 maggio 2007
compresa in un interpretazione tutta mia..ti dico solo che è una poesia bellissima piaciuta e sentita.e questo per me è importante..sentir proprio ciò che leggi.
