Reo silenzio
S'infiltra, pregnante, e s'adagia,
arrogante s'insinua e permane
la coltre d'oltraggioso silenzio
che doloso dall'alto discende
sulle mezze e sulle false verità,
su dubbi, complotti e inganni,
su tragedie, stragi e sciagure,
su sogni prematuramente infranti
e su vite brutalmente spezzate.
Cala il silenzio, come sipario,
a soffocar d'oblio ogni pensiero
e a tarpare ali che non voleranno,
a legar mani che non faranno
e piedi che non andranno,
a imbavagliar bocche che taceranno
tra silenti intrighi e cospirazioni.
Buio fitto, dopo la nebbia,
niente si vede e niente si ascolta:
nel reo silenzio di niente si parla
perché del niente nulla va spiegato!
Ma il silenzio sceso non resta muto,
lo sento urlare, assordante,
dai volti tristi che mi passano accanto
e dagli occhi bassi dei mendicanti,
dal dolore di chi chiede giustizia
ma già sa che non l'otterrà,
dalle scarpe rotte di quel bambino
che della vita niente sa,
né sa se avrà un domani...
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Commenti (1)
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Francesco Rossi1 febbraio 2014
Un poetare chiaro, tutto viene curato e trasmesso al lettore in versi sciolti aperti alla percezione del singolo lettore della poesia.
