La maschera e l’ombra
Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne
Commenti (10)
Versi che disquisiscono sull'immagine dell'anima (non certo fisica...), dove il ritrovarsi, per come ci si ricorda di essere, diventa difficile per i 100 compromessi quotidiani... per le 1000 volte nelle quali il dolore è scivolato addosso piallandoci i connotati del cuore. Ed è forte i desiderio ancora di "prendere il volo"...di crederci... una fiammella che va oltre quella maschera e si agita dentro facendo sentire che... c'è...nonostante tutto, c'è ancora! Ritrovare il proprio viso..."non più...non qui"! La speranza c'è, ma qualcosa deve ora cambiare... Provo spesso empatia con il sentire di questa autrice che non posso non annoverare tra quelle più profondamente "vere" in ogni verso che trovo a leggere!
La trovo interiormente divampante per espressione trasmissiva di un pensare che traguarda l'oltre. Nella dinamica della concezione donna risalta la forza e il carattere.
La bellezza di chi si pone interrogativi vivendo appieno la vita senza negarsi nulla anche offrendosi al dolore, e non nell'oscurità dell'ignorare, anche se qui si parla d'ombra e di maschera si vede tanta luce, la luce della consapevolezza che vorrebbe volare ancora più in alto a sfidare il Sole (cioè sè stessa...)
Poesia di notevole spessore, un guardare oltre al guardarsi dentro, ciò che si vede ma a volte sembra non riconoscere come tale, rimane fermo il desiderio di trovare lo spazio per quel volo che al momento sembra assillato dalle ombre dietro quella maschera... ma ciò che fondamentale è, l'assoluta determinazione a provare e riprovare ancora, perché questa è la vera essenza dell'essere umano, ritrovarsi sempre dietro ogni angolo di noi stessi... non più in questo modo forse... non qui... ma attraverso altre concezioni di pensieri, altre sembianze che riemergono pure dalla profondità d'animo e che si faranno strada trovando quel coraggio di cui si ha bisogno. Lirica che penetra sotto pelle, in profondità viene percepita.
Ritrovarsi diversi dietro un'ombra che oscura il reale personificare se stessi... lo specchio del tempo senza più sorrisi, inadatti al tepore dell'essere. versi armoniosi con grande riflessione. ...
Non ritrovare più il proprio viso... guardarsi nello specchio e ritrovarsi diverso non solo fisicamente ma anche nello spirito. Vorresti non andare avanti, ma poi subentra una spinta emotiva interiore che dice: voglio ancora sognare, voglio ancora guardare con fiducia il sole. Bellissima lirica, che pur nella sua malinconia, dà una forza vitale di positività e di ottimismo.
Un guardarsi dentro per scorgere quegli spazi quasi sfumati dall'ombra... senza riconoscere i tratti del tempo... ma in quel non riconoscersi sembra emergere ancora la voglia di ritrovarsi. Un poetare toccante che scorre in tutta la sua profondità .
Una poesia molto particolare nella quale si descrive con un stile particolarmente efficace, perlomeno mi sembra di capire, un percorso esistenziale dove infine si tenta un dialogo con l'anima. Ma lei, beffarda, senza tempo, soprattutto senza i segni del tempo, sembra irridere colei che sente il peso del tempo. E perché dovrebbe comportarsi così? Forse perché non si è tenuto nella giusta considerazione la propria natura, la propria scintilla primordiale in quanto si è preferito seguire le richieste dello spirito del tempo, quello mondano e temporale.
Una donna, una come tante, che ha perso memoria di sé, dei suoi connotati, del suo vissuto... solo il dolore, forte e vivo, è rimasto bene impresso sull'anima. Una condizione comune per tutte coloro che sono costrette (dalla società, dal credo, dalla propria storia?) a non essere sé stesse. Personalissima interpretazione, ma questo mi ha trasmesso la lirica, profonda e intensa.
svanito è il ricordo dei sogni, smarrita l'ombra di noi stessi. profonda










