Barricate
Nicolina Macari
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Reti d'egoismo
sono insidiosi inviti sincronizzati
con l'espressione di mille incastri
dove lo srotolarsi è promessa
che si spezza nel mondo.
Lingue biforcute scalze d'amore
abbagliano l'umanità a costruire
invisibili gesti
in scellerate speranze di bocche
nel vocio senza colori,
in ginocchio fiere bandiere
spoglie di vento.
Scordati i richiami di sofferenti fiati
in pugni chiusi d'invertebrate mani
e tribolanti disperate patrie
non sono che le ultime
- malcapitate barricate derubate -
Hanno unghie le attese
graffi oltre il delirio
l'urlo sa di giustizia oltre l'infedele ascolto.
©
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Commenti (2)
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Francesco Rossi31 gennaio 2014
Io non trovo per niente spigolosa questa composizione caso mai appuntita d'una rabbia che si esprime attraverso la poesia che entra nella dinamica della vita cogliendone gli aspetti nascosti a occhi che non vogliono vedere e a orecche che non vogliono percepire.
Bruno Leopardi1 febbraio 2014
Poesia che volutamente (penso) fa uso del bianco e nero. E lo fa (compreso l'immagine) affinche possa risaltare tanto la gravità dei versi. Scritta con versi dalle parole giuste, appropriate. Molto bella.


