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Sociale 3 febbraio 2014 · lettura 1 min · 1249 letture

Il frutto della guerra

nemesiel 226 poesie pubblicate
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Era festa a Kabul. Festa per Ajimir e il suo papà. E un giorno, un giorno intero per giocare. E nel frutteto brillavano al sole quei frutti del colore dell’aurora Pensa Ajimir ai suoi fratelli e a un dono. Sorride. Affretta il passo. Freme chinandosi sul terreno aspro. E’ solo un attimo. E come sempre è. Tra stracci insanguinati Amjir trema nel suo dolore senza suoni Liquidi occhi d’infinita innocenza battono lacrime che non hanno sentieri su quel suo corpo reciso delle ali sul nostro orrore sbiadito ed assuefatto. Geme un uomo fissando le ombre. Nella sua mano due frutti maturi due albicocche e la vita a metà del piccolo Amjir... del suo tesoro. Era festa a Kabul. Il sole e un giorno, un giorno intero per poter giocare.
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Aveva sei anni Amjir quando il residuo di una bomba a grappolo gli ha portato via una gamba ed un braccio... insieme alla sua infanzia. Voleva solo raccogliere due albicocche da portare alla madre e ai suoi fratelli.

L'autore
nemesiel

Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne

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Commenti (14)

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Riccardo Ruschetti3 febbraio 2014

"...battono lacrime che non hanno sentieri su quel suo corpo reciso delle ali sul nostro orrore sbiadito ed assuefatto." Come ci si può assuefare alla crudeltà umana? Come non si può non sentire quel pugno nello stomaco trapassarci da parte a parte per tragedie di simile portata? Che storia!! Trema la coscienza solo a leggerla... Ma la guerra con i suoi "frutti" sono sempre... una gran brutta storia... da non censurare, ma da conoscere e far conoscere... da ricordare a chi dopo di noi memoria non può avere o, peggio, può far finta di non avere! Autrice che spesso entra nel vivo toccando corde nascoste che ai Suoi versi non possono nel profondo non vibrare.

Cinzia Castellana3 febbraio 2014

I tuoi versi denunciano le atrocità che subiscono bimbi e adulti in un mondo privo di scrupoli. Molto toccante e come dicevo significativa. Dà adito alla riflessione. BRAVA!!!

Rosita Bottigliero3 febbraio 2014

Versi di grande intensità. ...bello far sapere le cose attraverso la poesia. Molto apprezzata per forma e contenuto

Patrizia Ensoli3 febbraio 2014

Una cruda realtà una vergogna che viviamo ogni attimo ed è questa la memoria che non dobbiamo cancellare una memoria attuale che si perpetua ogni giorno... Due albicocche, tanti sogni, l'infanzia negata in un giorno intero... per poter giocare!

carla composto3 febbraio 2014

una lirica che tocca prende l'anima brava l'autrice a trattare un tema tanto forte con versi molto belli parole adeguate, arrivando al cuore dei lettori... un inchino a questa stupenda lirica

Antonio Biancolillo3 febbraio 2014

La crudeltà di quella nube di guerra... tacita pioggia scura come braccio da semina sull'aria dei giorni fatta di zolfo e di piombo... solo alberi squarciati e svanite ombre al riparo del sole... e tra le macerie quella palla diventata pesante da spostare ...immobile nella sua falsa attesa ...un gioco svanito nel pianto di un bambino che ha perso il suo vestito nuovo... della sua infanzia... Illuso, domani pioverà ancora e l'odore della sua carne affonderà ancora nell'aria dei giorni... che l'uomo non sa cambiare... Molto apprezzata...

Carla Colombo3 febbraio 2014

Questa poesia di forte denuncia mi ha ricordato la scena più straziante del film "viaggio a Kandahar", girato appunto in Afganistan, tanti arti artificiali che scendevano dal cielo lanciati da aeroplani e tanti bambini, ragazzi su stampelle "correvano" per accaparrarsi una gamba di legno. Non è giusto, è atrocemente disumano possano accadere queste nefandezze che non toccano i caminetti confortanti dell'opulento Occidente, frutti di fertili e inconcepibili guerre nel nome di che?

Catia Dinoni3 febbraio 2014

Era festa a Kabul... Per quanti di quei bambini ancora verrà negato il semplice gioco? Per quanti ancora lontana la speranza di poter correre liberamente su quella terra riarsa di vendette e di odio? E ancora... perché mai sempre creature innocenti devono essere agnelli in sacrificio per una guerra atroce che dissangua la vita? Poesia che leggo e rileggo con rabbia per chi nega la semplice crescita nella spensieratezza di una tenera età... Smuovessero le coscienze di chi ha quel potere per mettere la parola fine, e disarmasse quella terra che già troppo sangue innocente ha bevuto. Ottima!

Stefano Drakul Canepa4 febbraio 2014

stragi silenziose e orrende che non meritano la prima pagina dei giornali, mentre qui in Italia discutiamo per dei buffoni che si accapigliano come bambini nel cortile di una casa di periferia. Profonda

Massimiliano Moresco4 febbraio 2014

L'importante è per l'occidente negare l'altrui alterità. Negando la possibilità di essere popolo, di essere umani è molto più semplice compiere gesti atroci, autentici gesti di follia. Certo in Italia abbiamo la possibilità di indignarsi per le capriole sessuali del Cavaliere o per le insulsaggini di una politica autoreferenziale. Fosse solo quello... poi ci accorgiamo quanto dobbiamo subire i voleri delle potenze imperiali e la guerra diventa anche affare nostro tra i cori giubilanti di gran parte dei mass media. Poesia davvero bella per un autrice capace di raccontare in modo molto particolare.

Fiammetta Campione4 febbraio 2014

Non possiamo e non dobbiamo considerare la guerra come qualcosa di ineluttabile, né a voltare la testa ("il nostro orrore sbiadito ed assuefatto") ma continuare a combattere perché questi quotidiani orrori non si ripetano. Un testo tanto bello quanto pieno di passione.

Elle4 febbraio 2014

Poesia di spicco per il grande significato che si esprime dilaniandoci di pena come quel residuo che purtroppo attivo deturpa il corpo e il futuro di una vita. Questo l'amaro prezzo di una barbarie che continua a tracciare morte. Autrice alla quale tengo molto per la sensibilità con la quale nella poetica riflette vita, pensieri, sensazioni, emozioni, e poi riversa egregiamente qui tra noi.

Salvatore Masullo4 febbraio 2014

Sublimi e commoventi versi, per raccontare barbarie di guerra, innocenze sepolte dalla violenza degli adulti, vite recline sull'esile e acerbo stelo... C'è tutto in questi versi sublimi: odio, guerra, infanzia tramortita, bruciata, offesa per la brama di potere degli adulti, per l'ingordigia umana. Chi ne paga le conseguenze sono gli umili, i più deboli, la vita che cresce e non riceve rispetto... Versi disarmanti, profondi, crudi ed appropriati... Sempre avvincenti e coinvolgenti i versi di questa Autrice meravigliosa!

Tonia Fracella4 febbraio 2014

Una poesia che commuove verso dopo verso... una triste realtà la guerra che strappa i sogni di piccoli innocenti. Struggente... e profonda.