Un giorno qualunque
Calpesto foglie di castagno nella bruma del mattino,
i tronchi piegati solo al vento essudano minute perle d’acqua.
Cammino nel sentiero limaccioso
lasciando ad ogni passo qualcosa di me.
Felci ingiallite, fradice d’attesa, sgusciano viscide mentre le attraverso
e il silenzio mi cade addosso, come uno straccio umido.
Ho lasciato a casa tutte le parole e i suoni a vegliare il giorno qualunque,
quello fatto di sì e di perché,
quello che pretende, che si ripete.
Emergo al margine del bosco avida di luce,
per rischiarare dentro dove tutto è oscuro,
dove l’ amarezza ha deposto il nido.
Sveglio la mia gioia nascosta tra l’erba della radura.
Adorna di ranuncoli mi sorride.
Tornare adesso è facile, correndo mentre oscilla il cielo, al chiarore del sole
sul nastro dei suoi raggi, niente sarà più uguale.
©
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