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Introspezione 7 febbraio 2014 · lettura 1 min · 2302 letture

Compro a rate

Massimiliano Moresco 462 poesie pubblicate
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Compro a rate la mia libertà Ogni giorno un cavo teso Tra mani offese d'atrocità. Livore scorre nelle dita, tremo Tra mani prive di festività. E poi, nei sentieri sfusi Ho il sentore diffuso D'essere narciso reciso Tra petali d'aspri aneliti. Moltitudini osservano con voracità Il mio incedere che nasce nel petto Vorrebbero ma non possono Vogliono ma non devono Intendono ma l'orecchio è sordo, Occlusione del vento che vira Lingua battente sul dente Tra suole consumate dall'espediente. Vorrei virare con quel vento Si lo voglio e lo vorrei Un anelito che si staglia innocente Ma so solo scivolare nei dirupi Rotolando come il masso -Silente incedere tra pareti beffarde- Che non fa alcun chiasso.
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L'autore
Massimiliano Moresco

Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n

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Commenti (12)

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Bruno Leopardi7 febbraio 2014

Profonda inrospezione che lascia senza fiato. Poesia letta con un incalzante ritmo che prende e dall'inizio ti porta alla chiusa. Forte e ben fatta, quasi canzone a volte di quelle "toste"e un po' (al punto giusto) dure. Molto bella.

Riccardo Ruschetti7 febbraio 2014

Forte al palato... bella e sincera nel suo dire. La strofa centrale la mia preferita, dove praticamente viene fatto un identikit perfetto di quello che il mondo è ed offre. La chiusa è quasi un "vorrei ma non posso"...un'alzata di mani di fronte al proprio modo di essere che non ammette deragliamenti.

Simona Biancolin7 febbraio 2014

Una poesia sulla condizione umana e sull'incapacità dell'essere umano di trovare la pace interiore, la sua continua ricerca di quel qualcosa che gli cambi la vita, quel "vorrei ma non posso" spesso occultato di fronte alla morale che incombe. La precarietà umana unita alla mancanza di coraggio e soprattutto alla mancanza di autenticità della stragrande maggioranza della gente, porta ad un appartarsi dell'io poetico (Vorrei virare con quel vento- apprezzata l'allitterazione).Trovo molto suggestivo anche l'incipit, insomma una grande poesia.

Francesco Rossi7 febbraio 2014

Essere in grado di discernere in questa ottica introspettiva la sostanzialità delle interiorità preminenti rispetto a quella esteriorità diffusa che ferisce le intime sensibilità.

Rosita Bottigliero7 febbraio 2014

Introspezione molto accurata e ben descritta. ... Forti emozioni in righe di poesia...

nemesiel7 febbraio 2014

Devo dire che mi ha sorpreso l'epilogo della terza strofa, di gran tono come tutta la poesia del resto... Leggo, negli ultimi versi, una "resa" a cui non ero preparata... una resa profondamente umana... (ineluttabile?) "Ma so solo scivolare nei dirupi Rotolando come il masso -Silente incedere tra pareti beffarde- Che non fa alcun chiasso." E' come un cerchio che si completa, si riaggancia al primo verso... e tutto torna a ripetersi. Altalena dell'esistenza e del quotidiano? Della lotta con noi stessi?

Catia Dinoni7 febbraio 2014

Direi che questa poesia inchioda alla lettura dal primo all'ultimo verso, un incedere di forte impatto emotivo da lasciare un sapore aspro in bocca alla fine. Prende forma quella consapevolezza di una grande fatica nel lasciarsi andare a quel vento, e non avere ancora il pieno potere di farsi scivolare addosso gli eventi che si sono cristallizzati nel tempo, o che siano gli stessi eventi ad inglobarci lentamente? Un fagocitante mondo che c'inghiotte, lasciandoci alla fine d'un viaggio come piccole e impercettibili tracce di un passaggio... e poi cosa rimane? Io credo comunque che ognuno di noi nonostante le difficoltà, nel suo piccolo possa tracciare quel percorso che lascia il suo solco profondo"si lo voglio e lo vorrei"un buon inizio

Carla Colombo7 febbraio 2014

Comprare con fatica la propria libertà dev'essere logorante per un narciso reciso contaminato da umani aneliti che nella chiusa si arrende di fronte all'impossibilità di raggiungere il suo ideale che, appunto, in quanto ideale, può causare un certo stress nella recherche, bisogna puntare più su quel "Sì lo voglio e lo vorrei", rafforzando l'Io di fronte alle provocazioni terrene senza timore di buttarsi nella mischia e in un certo qual modo macchiarsi, i rimorsi sono sempre meglio dei rimpianti!

Alberto De Matteis7 febbraio 2014

Versi introspettivi intensi e profondi da cui traspare tutta l'incapacità dell'animo umano di poter sopravvivere alle traversie della vita.

carla composto8 febbraio 2014

bellissima introspezione che porta a profonda riflessione, che ci indce a pensare... quella che é l'attuale condizione nella quale vivismo anczi sopravviviamo...

Grazia La Gatta8 febbraio 2014

Bella e coraggiosa introspezione, molto profonda e che, con dolore, trasmette al lettore il "male di vivere" di oggi, dove un'umanità si arrampica, ogni giorno, sugli specchi per poter sopravvivere e che, la sera, scontenta si addormenta nella speranza, illusoria, che il domani possa essere diverso. Interessante lirica; apprezzata per stile e contenuto.

Elle9 febbraio 2014

Una lotta interiore che però inizia il suo percorso verso un'interpretazione diversa. Come se una porticina avesse spalancato una fessura di luce e dalla quale possa essere possibile una visuale nuova del proprio vivere. Mi piace quel masso che rotola è come arrendersi al destino che si lascia andare all'inevitabile scivolare altrove di qualcosa che non conosciamo ma al quale siamo destinati... La vita è bella quando non è programmabile e quando rotolando avanti trovi nuova vita che ti sorprende. Soprattutto quando hai finito i debiti e inizi a riscuotere i crediti