Aria, acqua, terra e fuoco
Al fiume estivo mi abbandono,
mi sento panico e sparso
nella dolce e tiepida brezza,
nell’acque invitanti di frescura,
sull’arena calda mi distendo,
mi scaldo al fuoco solare.
In un angolo di semplice esistenza,
di memorie d’adolescenza,
disteso vedo le rondini
voltare veloci nel cielo,
eppur, qui piantato, mi sento
librare in aria fra le nuvole.
Vivo d’esistenza leggera,
mi pascio d’esser antieroe,
egoista nelle pomeridiane ore
m’appare tutto qui il mondo, e
nell’anima mi sovvien d’esser poeta...!
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