Dovere e donna
Tereza Patrascu
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Una farfalla allegra volando sui fiori,
ridendo al sole, senza brutti pensieri,
sono stata prima di capire sui sentieri,
di essere donna e avere doveri.
Quant'ero candida, felice e bella,
ti stavo accanto, mi chiamavi stella,
ero la tua donna, fermarmi non volevo,
anche se ero sposa, doveri avevo.
Lavoriamo insieme e lo stesso viviamo.
Buttate di tutto, a posto mettiamo,
buttate parole, lucchetti e chiavi,
amori per i quali non fate gli schiavi.
Delicate curve di dolce violino
le perdiamo tribolando con voi vicino,
apparecchiando sempre, chiamandovi piano,
cercando di fare il dovere in vano.
S'ingrossano le gambe, la vita, il ventre,
vi diamo dei figli, li alleviamo mentre
cercate rifugio tra le braccia di altre
che credete più belle e forse più scaltre.
Soffriamo in silenzio se siamo lasciate
e perdoniamo ancora se poi ritornate.
Copriamo ai figli i vostri errori,
siamo sempre donne e abbiamo doveri.
Non siamo più belle, tempo non abbiamo
e lacrime nascoste spesso asciughiamo
vedendovi evitare i nostri occhi tristi
vi credete giovani, e belli, e benvisti.
Mi chiedo se lasciando questo mondo di pena
potrò star tranquilla, potrò stare ferma,
potrò dimenticare nel paradiso dei veri
che sono una donna e ho dei doveri.
©
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L'autore
Tereza Patrascu
Nata a Bacau, Romania nel 1963. Arrivata in Italia nel 2006. Dai più lontani ricordi mi trovo appassionata di lettura. Nel 1982 mi sposo, nascono i figli e la passione per la lettura passa sul piano secondo. Ci vuole questo spostamento: Romania-Italia per ricominciare. Leggo con voracità sul tram mentre vado a lavorare
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