Non chiamatelo odio
Il libro è finito
e tu credi ancora
di essere all'inizio;
l'assassino sono io.
Ti prendero' mani al collo
e ti lascero' cadere
sui tuoi quattrini non rubati,
certamente guadagnati sulla morte altrui.
Delle tue urla e bufere
ci sarà poi solo uno sbuffo, soffocato
è il tuo viso simile ad un polpo
sceso in acqua bollente.
Con una firma mi liberero'
di te e resterà in me
una frase, spontanea:
nella vita ho conosciuto una cattiva persona.
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Commenti (1)
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Leaf15 maggio 2007
rabbia, lucidità e amarezza... inarrestabili, che trovano spazio in versi nitidi e impietosi... Crudeli metafore, che rendono l'idea.Interessante.
