L'oggi è un viaggio chiaroscuro
Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n
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Vorrei soffermarmi principalmente sulla chiusa che definirei superba. Entrare in simbiosi con l'oscurità della notte che avvolge il "calmo respiro"...da davvero il senso di quella quiete che fa perdere il senso del luogo e del tempo fino a "perdere la ragione". Non credo che l'autore prima di scrivere questa sua ultima si fosse fumato qualcosa (scherzo, eehh Max...)...ha solo slegato i lacci del Suo sentire che, dilatandosi, ha dato vita a questa splendida (e personalmente sentitissima) composizione.
Assaggiare il cielo "che sa di eterno" e capire che non ci resta altro che ridurre il proprio mondo fino a contenerlo nella limitatezza del proprio Io ovvero della propria condizione umana sempre più ristretta di fronte all'immensità. Leggo quasi una leggera rassegnazione di fronte all'impossibilità di spiegare il segreto dell'eternità che la notte custodisce. Apprezzatissima.
Si cala con riflessione in un mondo spirituale dettato da intensa meditazione interiore, ne trae forza e nutrimento.
"Riduco il mio piccolo mondo Quando si espande all'infinito, Riduco la mia confortante oasi Quando di luce sono nutrito" vi sono particolari e rari momenti in cui riusciamo ad avere consapevolezza dell'infinito in cui siamo immersi, dell'eterno... dell'assenza di confini fra noi e l'immenso eppure di quel "noi" finalmente percepiamo la piccolezza e allora è facile, è magico e confortante ridimensionarci, scoprire come in una rivelazione che non siamo il centro di quel tutto ma ne siamo parte... una introversione che ci apre alla luce, alla comprensione, alla conoscenza e finalmente "la ragione" è persa
Espandersi all'infinito... per nutrirsi di quella luce che solo può dare tanta fiducia nell'arduo cammino di questa nostra esistenza.
Lirica elevata, si percepisce quella luce che inonda un "io" in cerca di una collocazione nel "Sé", una ricerca spirituale che fa del viaggio interiore l'obbiettivo di una vita, di un'esistenza intera. Molto piaciuta!
Lasciare in disparte la ragione e far spazio allo spirito, quello spirito che ci fa sentire parte del tutto, di quell'infinito che è difficile perfino immaginare... ma in certi particolari momenti lo possiamo "sentire" e respirare!
bella originale in metafore e versi veramente sentiti sempre bravo il poeta ...il mio plauso








