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Fantasia 19 febbraio 2014 · lettura 1 min · 997 letture

FAVOLA INVERSA (a spasso con Herman)

nemesiel 226 poesie pubblicate
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Favola inversa favola vissuta di un uccello dalle ali variopinte diventato farfalla e poi sasso divenuto gemma. L’albero della vita - fiori di luna frutti di sole - rispose alla domanda “Dov’è felicità?” “E’ nell’uccello che divien farfalla diviene fiore diviene cristallo...” “Felicità, no. Non trasformarti in altro non ti sottrarre a me non tornare invisibile. Diverrò tronco allora fermo e saldo tenendo stretta la mia felicità” Ma tronco triste e solo lì in eterno, per un incanto una volta e per tutte. “No, non è questa la felicità. Voglio le piume di un uccello di fuoco e poi esser farfalla e poi rubino e poi radici e terra e... E risorgere ancora e nuove ali”.
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Ispirata a "Favola d'amore" di H. Hesse.

L'autore
nemesiel

Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne

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Commenti (14)

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Riccardo Ruschetti19 febbraio 2014

Una lirica che contiene un messaggio che è una perla! La felicità è un elemento alquanto instabile che non si può "bloccare" in quanto si ucciderebbe la sua dimensione evolutiva, come se le si togliesse la possibilità di respirare. La felicità, quindi, si evolve e si trasforma in un continuo bisogno di rinnovarsi per essere efficace e trasmettere la pastosità della sua essenza. Senza trucchi... senza inganni...

Rita Stanzione19 febbraio 2014

La felicità non può essere imbalsamata: si trasforma, diviene anche l'opposto, ma è questa la peculiarità di ogni cosa che vive. Bellissimo testo, in mesaggio e stile, come gli altri dell'autrice.

Uno spunto su un racconto stupendo, per scrivere di "felicità", che per sua natura, non può essere pietrificata, non può durare a lungo, è solitamente breve, a volte ci si accorge dopo, di avere vissuto attimi di felicità. Infatti tutti noi, continuiamo a cercarla, senza capire bene cosa sia, dove, e con chi potremmo essere felici...

carla composto19 febbraio 2014

spesso l'attimo di felicità ci sfiora e non lo riconosciamo... ogni cosa ha un tempo... intensi versi di una valente autrice

Rosita Bottigliero19 febbraio 2014

La felicità è un volo che ci afferra in ogni istante. ...basta affermarlo. versi dolcissimi e belli

Simona Biancolin19 febbraio 2014

Un bellissimo tentativo artistico di afferrare quell'attimo ideale che si nasconde dietro ad un concetto astratto, userei dire quasi utopico. Un attimo sfuggente tanto desiderato che spesso non riusciamo a spiegare a causa del suo aspetto sfumato, impreciso e vago, spesso quasi irraggiungibile: la felicità. Molto apprezzata.

Massimiliano Moresco19 febbraio 2014

In tutte le favole è contenuto un messaggio molto potente che, probabilmente, come affermava Jung, deriva dalle esperienze millenarie depositate nell'inconscio collettivo. In tal contesto possiamo comprendere che, attraverso la narrazione fiabesca, ricaviamo insegnamenti profondamente importanti e di semplice assimilazione. Questa poesia ci presenta una tematica contraddistinta dalla impossibilità di fissare la felicità in qualcosa di stabile che una volta raggiunto non può essere più scalfito. In realtà, sembra comunicarci l'autrice, che il percorso per giungere alla felicità debba essere rivolto a seguire la propria natura e i cambiamenti, anche piccoli, che giornalmente avvengono per non farci trovare sprovvisti dal tempo.

Fiammetta Campione19 febbraio 2014

Non conosco questa favola, ma il significato appare ben chiaro nei versi dell'autrice. La felicità non può essere qualcosa di statico, immobile proprio perché l'immobilismo stesso diverrebbe banalità e poi noia, mentre tutto ciò che evolve, che si trasforma è novità, è fantasia, è ricerca della bellezza... nutrimento per lo spirito.

Salvatore Masullo19 febbraio 2014

Una favola inversa è sicuramente una favola vissuta al contrario, ossia si parte dalla felicità finale posizionata nel futuro per tornare a ritroso al presente, tra le sofferenze del quotidiano, forse per far tesoro di questa esperienza. A parte questa considerazione poco terrena, la dinamica di questa lirica poggia sul fluire continuo e sulle metamorfosi del nostro divenire, sempre fugace ed impalpabile, ma soprattutto rende l'evidenza di una felicità multiforme e variabile, basata sull'Io personale e sull'assioma che tutto muta e passa. E' vero, "panta rei" ma Orazio diceva anche "carpe diem, quam minimum credula postero". Quante variazioni dei moti dell'anima e quanti voli di fantasia mi procurano questi tuoi coloriti e meditati versi!!

Alberto De Matteis20 febbraio 2014

In fondo la felicità è una piccola cosa, dice Trilussa, come è felice quell'ape che succhia la rosa e poi se ne va. Una fantastica poesia, molto bella ed originale.

Carla Colombo22 febbraio 2014

"Fiori di luna frutti di sole", ecco il segreto (forse) della felicità: poter divenire un Essere intero, avere in sé luna e sole, maschio e femmina, yin e yang perfettamente calibrati anche se la perfezione non è di questo mondo e tanto meno della felicità nella sua intrinseca impermanenza, ma a cui aneliamo noi tutti spasmodicamente per soddisfare la nostra inquietudine, ricercandola soprattutto nelle piccole cose che regalano stupore bambino ad occhi non impoveriti e sensazioni piene del cuore

Tonia Fracella23 febbraio 2014

La felicità come un volo, un respiro... ali leggere per giungere lontano... un emozione in movimento... perché imprigionandola come tronco fermo non sarebbe tale. Intensa, originale e di gran significato.

Stefano Drakul Canepa24 febbraio 2014

la felicità a volte ci sembra uno spreco quando la raggiungiamo, perché spegne un fuoco e subito va riconquistata, perduta e poi rincorsa in un eterno cerchio. Profonda poesia

Annamaria Barone25 febbraio 2014

letta d'un fiato e rimasta senza fiato: che meraviglia questo raccontare, lieve eppur profondo, colorato ed intenso, bellissimo nella semplicità raffinata delle metafore, un viaggio, in una favola che è la vita e la voglia feroce di felicità!