Indomita
Il tempo passò, eppur
le tue grazie mai mostrasti
nel timor acerbo
d'esser sconfitta in amore.
Eppur nuda, mari lontani
non disdegnasti in solitudine,
a disorientar la vita tua
elevandoti a miglior esistenza.
Tornasti, con pelle rinnovata,
a disorientar il volgo natio,
indomita, fra mille occasioni
l'attender in te quiete.
Scaramantico fu l'atteggiar cinico
nell'attender il giusto desio
che per esausta attesa
il tuo cuor si convincesse.
Quando infine l'ultimo petalo
cadde, melanconico lo stelo rimase
bisognoso d'essere reciso per rifiorire
fra le mani del sapiente giardiniere.
©
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