Margherita
Calpesto stoppie sulla via del fagiano
l’orecchio teso verso l’universo verde
per percepire il lieve fruscio
e la melodia modulata del vento.
Cammino e guardo quanto resiste l’ombra
inerpicata sulle spalle.
Non cade se mi chino a fiori o farfalle.
Ricolma di dolore pesa e struscia memorie
sul dorso della schiena.
E’ uno zaino di avventure consunte ai bordi.
Proseguo sopra un filo di illusione,
sorrido alla tenacia che solleva l’anima.
Intersecano voli gli uccelli e il mio dolore
e scivolo dagli occhi uno sguardo spento
che cade sull’erba alta come guscio vuoto.
Solo la corolla candida della margherita
accende un piccolo sole al centro
e come se fosse un faro mi conduce.
©
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