Cantori stonati
Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne
Commenti (16)
versi ribelli di cantori che cercano gloria in un mondo deturpato. ... belle immagini... versi reali. ...complimenti
Analisi in versi, pienamente condivisa! In una società dell'apparire, più che dell'essere, anche i cantori si adeguano per restare al sicuro in quel contenitore di falso moralismo e di vuoto perbenismo. Sono cantori che ogni giorno pretendono di dover essere loro a definire o ridefinire i "confini della vita". E intanto la vita pulsa debordando di continuo tra questo essere, spesso mortificato, e un "non essere, iniquo e artificiale". Amara e vibrante la chiusa finale che sottolinea un pesante j'accuse a questi cantori del XXI secolo che "hanno trasformato la vita da diritto a bene, per chi lo può comprare"! Eleganza ed eccelso lirismo in queste attualissime considerazioni che l'Autrice riesce con grande maestrìa a tradurre in versi...
Originalissima poesia, particolare, chi sono i cantori stonati? Forse i nostri politici così avvezzi al suono vuoto e narciso delle loro parole così da dimenticare il fine primario, la vera vita che ha bisogno di vero impegno, per cui l'orecchio attento e infastidito del cittadino coglie note stonate, tese a voler convincere in tutti i modi senza offrire sostanza però, vuoto vento vanaglorioso che si specchia nella propria formale beltà che nasconde patti col diavolo e marciumi sotterranei
Un mondo a misura degli scempi... l'uomo e i suoi "spazi" naturali, dove sono? Plauso all'autrice che ha tradotto in versi bellissimi e originali un mondo preso da valori deleteri ...
Ben descritto lo sgretolarsi dei valori, delle verità che ognuno custodisce nel proprio essere. Si vende tutto, e tutto si compra in questo assurdo teatro. Ma dov'è la vita? un grido di speranza da questi versi, e anche di dolore. Apprezzata in tutto.
Lirica dalla, giusta, molteplice interpretazione. Epperò la complessità della società moderna investe e riflette il viver quotidiano, laddove il diritto dell'uno stride, spesso paradossalmente, con il diritto dell'altro... morale vorrebbe che si difendessero i più indifesi ma... il mondo lo conosciamo, ormai, fin troppo bene.
Viviamo in una società corrotta che cresce nuove generazioni educandole alla corruzione e noi che siamo rimasti fermi a guardare, abbiamo permesso che questa corruttibilità diventasse un comportamento sistematico e ovvio, dove tutti sono diventati, ipocritamente, disposti a vendersi, vestendo valori ormai perduti di definizioni favorevoli come “essere furbi”, “saper come vanno le cose a questo mondo”, e avvalorando in certi casi, chi ha usato questi mezzi per avere potere. Si “troppi Cantori stonati dei diritti a rovescio”
Cantori stonati che credono di avere la verità in tasca purtroppo nella nostra quotidianità c'é ne sono fin troppo, versi quasi urlati talmente sono forti... che denunciano un diritto che é di tutti.
Una pugnalata alla nostra dignità da questi cantori stonati che ci rovinano, succhiano come sanguisughe la vita, corrotti pieni di sé,una società dove chi primeggia oltre ad essere corrotto vuole essere riverito, quello che fa più male è l'ignoranza del popolo che non vuole vedere. Il potere ha decurtato i denari per la cultura, la scuola, mi fa pensare che al potere faccia comodo un popolo ignorante. Gente rovinati dalla TV, questa è la cruda realtà descritta in versi che rendono vibrante la situazione precaria degli indifesi che subiscono, NOI rovesciati come un calzino sul lastrico. Mi congratulo con l'Autrice che ha saputo sollevare con grande sensibilità la situazione attuale dei falsi perbenismi, sono troppi i cantori stonati
bella in un contesto di ribellione che rende appieno la bravura della valente poetessa... versi che condivido ... il mio sincero elogio
"Cantori stonati/dei diritti a rovescio." Un argomento non facile che la nostra eccellente autrice tratta con grande abilità. Denuncia di una cruda realtà che oltrepassa i confini già labili della vita... Il vero valore dell'esistenza non si riduce ai bordi ma dimora nella profondità dello stesso "esistere" che forse è la nostra unica certezza in mondo ormai privo di valori.
"Troppi i cantori del valore assoluto..." ed è assoluto ed assolutizzato tutto ciò che è troppo sbilanciato, quando il potere è concentrato nelle mani di un oligarchia o quando una serie di precetti si trasformano in ideologia. In questa nostra odierna realtà tutto può essere comprato, tutto ha un etichetta col prezzo. Anche l'uomo da "essere"si è trasformato in "risorsa", spendibile e vendibile. Poesia di grande consapevolezza ed impatto.
Siamo circondati di "cantori del valore assoluto"... Tutti pronti ad insegnarci qualcosa... a moralizzare il nostro credo secondo dogmi nei quali forse... neppure loro credono. Ce ne sarebbe tanto da dire... tanto e per tanti... E noi... in mezzo a queste pulsioni (subliminali e non)...navighiamo a vista alla sincera ricerca di chi siamo... nella speranza di realizzarci e di essere liberamente chi davvero siamo.
Un poesia che attraverso toni incisivi e riflessivi analizza una tematica molto importante su cui soffermarsi a pensare. Vera e di grande impatto. Condivisa
Tanti, troppi quelli che credono di avere la verità a portata di mano e lanciano anatemi senza riflettere. La vita è troppo importante per essere trattata a colpi di luoghi comuni. L'argomento trattato mi trova molto interessata come sostenitrice dell'autodeterminazione, quindi accolgo a braccia aperte le parole dell'autrice che pongono l'accento sulla complessità dell'esistere e sull'impossibilità di racchiuderlo nella gabbia delle regole. C'è altro, molto altro...
infatti sembra tutto all'incontrario: godono i malfattori, umiliati gli uomini giusti, apprezzatissima














