Aggirarmi
E cerco il posto
di vasi e piante
da queste parti
di terra arsa e bastioni orfani.
Al porto pigro
una barca trabocca d’acqua piovana
a dissetare un gabbiano distratto
che galleggia.
Un seme interrato vive
e sembra fermo
d'altronde non c'è
non si vede.
E un piccolo soffio caldo
mi sfiora e s’appoggia sulla mano
poi sfoca e mi ritrovo vela
il viaggio a scoprirsi
non è finito
e sono di spalle l'ombra che m’allunga
di questo faro.
Oltre questo
la mia giornata
è una clessidra ad aggirarmi
di incontrare
a non so che
il tempo ha solo sopito
in quel momento
d’avermi rubato nell’intimo.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
G
Giovanna18 novembre 2005
Luigi, ci troviamo su Scrivi.com e adesso anche qui, è molto bello. Sai su scrivi sono col nik Claudiabluvioletto. Bellissima questa tua poesia, ti leggo sempre con il cuore perché hai vera poesia nell'anima
M
Mauro Zappi18 novembre 2005
Bella questa... mi piace il tuo stile, molto originale... Bravo! Mauro