Sono la persona (meno) infelice di questo tavolo
Alla fine ci vergognammo
uno alla volta
per la classe operaia
per il prezzo alla carta
per altro continuando
a fingere e bramare
del ridere e del male
continuammo a cantare:
“poi fu Giugno e dormimmo
poi il passato remoto uccidemmo
poi fu il turno del poi
non rimase nessuno ad uccidere noi”
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Commenti (1)
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S
Sanzi11 marzo 2014
... questa poesia ha l'enigma nel sangue, come nei versi di Sofocle, e quindi sotto ciò che dice ci può essere qualcosa di molto diverso ... c'è, ci si cade dentro... (è inevitabile...