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Amore 9 marzo 2014 · lettura 1 min · 3418 letture

Banalita’

nemesiel 226 poesie pubblicate
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Più che le mie parole è ciò che porto dentro. Manchi perché non dirlo. In questo azzurro stinto lattiginoso bianco di nuvole indecise e un sole di malavoglia immobile nell’aria ferma polverosa, opaca. Manchi. Eppure mi ricolmi. Sì che basta tuffarsi nel mio buio e ti ritrovo su questa riva che ci riconosce dentro un tempo sbagliato in uno spazio che non ha ragione. Confusa spaurita arrabbiata. Persa fra il senno e la fragilità. Vorrei essere una delle tue ali e stordirti di rosa... ma più che le mie parole è ciò che porto dentro.
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nemesiel

Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne

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Commenti (11)

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s
santo aiello9 marzo 2014

Un testo originale, sa catturare fin dal primo verso. Ben scorre alla lettura, in un ritmo confidenziale, si ripropone questa assenza- presenza, questo volo solitario, questo cielo che si spinge dentro l'anima. Bella la chiusa e tutta la poesia nel suo contenuto. Complimenti.

Giovanni Chianese9 marzo 2014

Le parole sono banalità in confronto a questi versi che escono dal cuore. Un decantare, cosa non facile, l'amore che fortemente si desidera quando il vuoto attende il pasto sull'orlo del precipizio o quando il sentimento dal cuore nell'aria si libera, vivendo in un circondario avverso. Lettura molto gradita, complimenti.

Salvatore Masullo9 marzo 2014

Quando una mancanza ti riempie tanto... Un'affermazione che sembra sfuggire ad un teorema razionale eppure una considerazione che ha tante ragioni di essere. Succede quando hai sopra la testa un "cielo lattiginoso, nuvole indecise, un sole immobile..." Allora è la sua mancanza a colmare i tuoi pensieri, in un'aria ferma, opaca, che non ne vuole sapere di farsi respirare! E' in quel buio che il tuo cuore ritrova se stesso ed il suo amore dopo un tempo sbagliato, dove "la ragione è rimasta spaurita, arrabbiata, persa fra il senno e la fragilità" . Ma per dire tutto questo, sottolinea la chiusa finale, non contano le parole quanto quello che si porta dentro... Stand ovation alla bellezza di questi versi e alla sensibilità dell'Autrice!

Poesia che si annuncia come banale nel titolo ma banale non è. Può dichiararsi semplice in quanto sembra zampillare da un cuore colmo di amore. E quando sgorga in maniera autentica, senza orpelli e ricercatezze, dal proprio magma interiore, la lirica arriva a toccare le corde dell'anima. E personalmente le ha fatte vibrare, prima con delicatezza e successivamente in maniera potente.

Patrizia Ensoli9 marzo 2014

Versi che fluiscono dentro e arrivano al cuore un amore assente/presente ... e più si scava a fondo più la presenza diviene tormento dell'assenza... Una mancanza che riempie, stordisce ... confonde. Bellezza e linguaggio diretto, profondo rendono questa lirica una delle più belle lette oggi!

Rosita Bottigliero9 marzo 2014

A volte la persona che ti manca lascia un vuoto eccessivo... versi delicati. ... belli... complimenti

Catia Dinoni9 marzo 2014

Trovo questa lirica quanto mai diretta... Diretta infatti arriva senza fare nessuna deviazione. Più che le mie parole è ciò che porto dentro... Ecco appunto ciò che irrompe e narra... il cuore. Pulsante nell'assenza del ricordo, pulsante nel ritrovare la ragione e con essa riscoprirsi ancora più fragili... eppur quella mancanza trova il modo d'esser riempita del suo costante pensiero ch'accompagna con una miscela di emozioni che straripano da dentro.

EnzoL10 marzo 2014

In questo azzurro stinto lattiginoso bianco di nuvole indecise e un sole di malavoglia immobile nell’aria ferma polverosa, opaca. . Mi permetto di sottolineare questo passaggio. Lo trovo veramente ben congeniato. Riesce a dare la sensazione di immobilità che probabilmente ricercavi. Ottima tutta

Fiammetta Campione10 marzo 2014

Si può ben dire di questa lirica che l'autrice riesce a trasmettere, tanto e di più... quel senso di calma piatta che ti cattura quando i pensieri vanno via da soli incontro all'assenza... quella sensazione di mancanza che pure si riempie di sostanza passeggiando tra i ricordi. Ottima lirica.

Duilio Martino10 marzo 2014

con Lomanno: In questo azzurro stinto lattiginoso bianco "... e un sole di malavoglia immobile nell’aria ferma polverosa, opaca" Questi versi sono l'esempio di come far buon uso degli aggettivi senza cadere nell'ovvio e nell'eccesso. L'effetto, che che si dica e particolarmente efficace poiché in realtà si tratta di climax, figura retorica che particolarmente amo. ed allora ecco l'effetto di quel sole che si muove lentamente, fino alla percezione della immobilità e poi l'aria statica quasi nebbiosa, che diventa polverosa e poi opaca tendente al nero... Io credo fermamente che la poesia possa fare a meno di metrica e rime... ma credo che sia difficile far poesie senza ... le figure retoriche, Sale della lingua italia

carla composto10 marzo 2014

lirica intensa, originale, priva di banalità...una chiusa stupenda... pregna di puro sentimento... il mio plauso