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Fantasia 10 marzo 2014 · lettura 1 min · 6952 letture

Come Prévert

Massimiliano Moresco 462 poesie pubblicate
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Egli gridò, gridò il suo sdegno al cielo per un mondo ridotto a stagno con rane saltellanti dal suo sé così distanti. Però sorrise al confine dei monti che celava i suoi racconti le sue linee verticali. Amava in particolar modo con un dito nero sottolineare e illuminare il suo mistero. Il suo psichiatra barista che annuiva a tutti, -fuso come scamorza- gli appariva e scompariva come Prévert sul boulevard. Forse perché lui parlava anche ai muri ai gatti ai cani ai bambini strani, era davvero matto. Tuttavia il suo gatto sette vite da giocare a dadi, lo guardava con occhi di serpente scavando fosse nelle radici degli occhi. E capiva, lo capiva quando rideva senza freno solo come uno scemo. Era lui uomo sotto scacco, solo lui tutto intento ad espugnare il senso del comune sentire.
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Ciò che è ritenuto normale, spesso non sembra avere una collocazione ben precisa nell'orizzonte della felicità...

L'autore
Massimiliano Moresco

Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n

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Commenti (9)

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EnzoL10 marzo 2014

Tuttavia il suo gatto Sette vite Da giocare a dadi, Lo guardava Con occhi di serpente Scavando fosse Nella radice Degli occhi. . credo che in questa tu ti sia superato. Scorrevole, decisa e chiara. Metafore non troppo pesanti, ben equilibrata. I miei Compli menti

Antonella1710 marzo 2014

Parlare a tutti... bellissima immagine di un grande pazzo di follia sana. Poesia veramente molto particolare ed apprezzata moltissimo

carla composto10 marzo 2014

anch'io dico un capolavoro... stile impeccabile belle metafore bella dall'inizio alla fine... il mio elogio

a
andrea ristori10 marzo 2014

Poesia romanza che sento molto mia perché valutato come un'entità psico fisica che si colloca per sua natura oltre quella che è considerata la normalità, cioè quel limbo dove tutti fanno e pensano le stesse cose accettando l'omogeneità di massa come se questo comportasse reciproco arricchimento e non il basso livellamento dell'umanità nella mediocrità intellettiva e spirituale ristagnando nella povertà.

nemesiel10 marzo 2014

Era lui "Uomo sotto scacco, Solo lui Tutto intento Ad espugnare Il senso Del comune sentire." che dire di questa strofa che riesce contemporaneamente a parlare del protagonista e della società, dell'individuo e della folla... che ne esce distrutta, chiusa in luoghi comuni e stereotipi... quel comune sentire che non sempre è "comune" ma solo accodarsi...

Catia Dinoni10 marzo 2014

Cos'è che riteniamo normale? "Bisognerebbe tentare di essere sempre felici, non foss'altro per dare l'esempio" disse Prevért. E la moltitudine che fa? Indugia nello stagno? Dunque è questa la normalità o quella pura sana follia che si contrappone in questa che è una lirica che ben esprime lo stile anarchico di Prevért con il tocco dell'humor che contraddistinguevano le sue "histoires" con il loro gioco di parole imprevedibili e solo in apparenza banali, ma quante verità nascondono? L'autore molto bene ha saputo ricreare questa magia, il risultato poetico che ne esce è eccellente, frizzante, innovativo nello stile e nella sua fluidità. Espugnare il senso del comune sentire?... certo è il senso di alta poesia.

Elle11 marzo 2014

Una poesia che ha un ritmo particolarmente curato e rende la lettura fluida, non solo... si sposa bene con il contenuto apparentemente "bizzarro"... poi sotto sotto, invece sprigiona quel tocco geniale che rende il tutto, unico e personalizzato, originale. Quante volte abbiamo additato il "tipo strano", colui che parla solo, che fa monologhi o si rivolge agli alberi, ai muri... tanto da sembrare matto. Invece quanti dietro quella veste nascondono la loro ribellione, il "controvento", l'andare all'opposto, anche in pochi, anche uno... Conta la lotta, conta "la voce" che si stacca dal coro, quella probabile Eccezione... alla regola, il distacco dalle convenzioni. Eloquente, veritiera, matta quanto basta... apprezzatissima

Merlino27 novembre 2015

versi di grande impatto e di denuncia di un modo di fare che è ormai insito nel nostro mondo, complimenti

Matilde Marcuzzo5 febbraio 2017

Previo ...Prevert... signori miei, tengo a precisare che codesto è un testo altisonante, non solo, suona! Lo sentite? Non ha registro stilistico Marinettiano ma gorgheggia, fa rumore, sveglia coscienze e sangue. Non è un testo di Dafoe o Richardson ma è allo stesso modo un affresco spettacolare, uno scritto ancillare epocale. L'autore è il servo "libero" di stesso. È un testo senza catene Prevertiane, è un testo del Moresco. autore del giorno.