La gabbia
Iafanti Raniero
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Pareti chiuse come scrigni, imprigionano il tempo trascorso
di una vita distratta.
Gabbie che si aprono come costole,
abbracciando una luce che acceca.
Catene infinite strozzano urla di silenzi.
Gridano di gioia le mie mani,
ardenti come fuoco che fonde il ferro.
Le pupille come aghi pungenti trapassano lo spazio.
I ricordi, tra le sbarre dilatate, lasciano fuggire il tempo.
I miei occhi stanchi dormiranno là dove tutto è in luce.
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Iafanti Raniero
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