Chi sei tu
Iafanti Raniero
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Chi sei tu,
che prendi la mia mano
e m'accompagni d'innanzi al mare.
Quel mare che si fonde al cielo,
senza che sappia
dove inizia e muore.
Chi sei tu,
che mi accarezzi piano
fino ad aspettare quel tramonto.
Quel tramonto che partorisce
una notte colma di stelle,
dipinge una luna attrice e vanitosa
che vuole solo specchiarsi.
Chi sei tu,
che proietti la tua immagine
in un mondo che non t'appartiene,
irrighi la mia terra ed io non posso far altro che sbocciare.
Tu attendi paziente quel fiore,
che chiamano amore,
che grida colori e respira.
Chi sei tu,
che avveleni il giardino dove son nato,
deliri e follia in quel prato
dove abbiamo vissuto,
dove a morte ferito imploro l'aiuto
e voci non tue mi soccorrono,
tu non vuoi vedere e neppure sentire,
in quel giardino di nera follia
uccidi sogni di vento,
che calpesti orgoglio e poesie,
che dignitose restano in me.
Chi sei tu,
che percorri quei campi innevati,
che ho tenuto soltanto per noi,
per affondare quei piedi feriti
dentro un candore di cielo,
che uccidi e recidi
le rose che t'ho regalato.
Chi sei tu,
dimmelo tu, io non so più.
Ritorno da solo in quel campo innevato,
le orme son solo le mie.
©
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L'autore
Iafanti Raniero
Commenti (1)
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Antonella1731 agosto 2014
l'emozione e la verità spesso dolorosa... in fondo reale

