Elettrica seta
Iafanti Raniero
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Quanto mi piacciono quelle tue movenze,
quando ne sanno una più della tua testa
e il tuo corpo, se è col mio, non ne parliamo.
Come una buona novella, una nuova cosa,
rigidi i tuoi muscoli e nervi più tesi.
Mi piace di te, quando sudi, ed io sudo di te.
Quello è il collante che unisce la pelle,
la tua alla mia, dai talloni alle labbra,
come quell'orizzonte che lega il cielo ed il mare,
quando la schiuma dell'onda grida gli spasmi,
in lunghi duelli di lingue e di fuoco.
Quando il tuo corpo fa quelle cose mi piace,
Dio, quanto mi piace, mi piace così e come le fa.
Mi piace sentire i tuoi fianchi,
quel folto e tenero bosco sul tuo ventre che trema,
di quell'attesa di un fiume indecente ed in piena.
Quanto mi piace e quanto ti piace,
se quelle mie dita scorrono veloci,
sulle tue piste di liscia ed elettrica seta.
Dio, quanto mi piace guardarti e toccarti,
di te mi piace toccare tutto e di più,
questo e quello, l'infinito ed oltre.
Quanto mi piace quel tuo brivido caldo e di nudo,
Dio quanto mi piaci, cosi nuova sotto di me.
Ma baciami ora, baciami adesso e per sempre,
che metà della vita ancora m'attende e ci attende
anche a te, come a me, forse chissà, se domani poi si potrà.
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Iafanti Raniero
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