Per quelle vite di cui nessuno sa
Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne
Commenti (13)
Per quelle vite, per quegli esseri umani intrisi dell'indifferenza il tempo inesorabile che tutti avvolge sembra essere particolarmente freddo verso coloro i quali non hanno affetti da condividere. Non so se l'autrice si riferisce ai barboni o semplicemente a tutti quelli che vivono nella solitudine, (tipo i molti anziani costretti a vivere abbandonati in case di riposo) come fossero invisibili agli occhi della gente. Comunque sia, la poesia riesce nel suo intento, ossia quello di toccare le corde più profonde capaci di sensibilizzare su questo problema tipicamente moderno.
I vinti della vita... fanno parte di quel ciclo che non riescono ad emergere. ... voli inutili in piccole briciole e talvolta "niente". ottima lirica
Sempre profondi i tuoi versi che entrano dentro senza chiedere permesso e soprattutto ci restano.
Gli invisibili, quelle belle vite dentro le ombre, quei silenziosi passi di dolore. Bisogna riaprire il cuore, ritornare ad essere persone, e non maschere. Mi ha commosso questa poesia, tocca delicatamente ciò che pochi osano sfiorare. L'umanità che non ha voce, ciò che l'indifferenza uccide nel silenzio. Versi importanti, ben scritti e apprezzati.
l'indifferenza é uno dei mali peggiori... non accorgersi o far finta che esistono anche gli altri... lasciarli nella loro solitudine... uomini che non sono riusciti a far accorgere gli altri della loro presenza... emarginati... cuore sensibile quello di questa valente poetessa che stimo ed ammiro
Pezzo d’ umanità senza delitti coi piedi immersi nel fango ed occhi in cerca di stelle" Una chiusa stupenda per una poesia toccante, la pena che si prova, e non tutti provano, per quelle vite ai margini ignorate voltando le spalle per non guardare ciò che fa male (o semplicemente ciò che non interessa), perché richiama il fallimento della vita che potrebbe essere il nostro. Groppo alla gola...
L'indifferenza. il mostro dei nostri tempi. Non guardare più negli occhi dell'altro, non chiedersi cosa succede in quelle altre vite, che pure accompagnano le nostre in questo viaggio di fatica e di ricerca del senso. Lirica che conferma ancora una volta il desiderio dell'autrice di andare oltre, di non fermarsi alla superficie,
Invisibili corpi umani che crescono come fiori col capo reclino sull'esile stelo, ai bordi di autostrade dove l'umanità sfreccia come un bolide, senza voler condividere niente con nessuno... Sono i vinti, i dimenticati, gli oppressi, gli emarginati quelli ai quali viene tante volte negato lo stato di diritto e la dignità dell'essere, mentre tanti si arricchiscono senza meritare più di tanto... Ancora una volta l'Autrice, con un'ammirevole stile che tocca il cuore ha saputo far vibrare le corde del cuore di chi legge! Versi meravigliosi e molto apprezzati...
Il popolo degli invisibili del solitario silenzio dei perdenti che la vita mette da parte e che l'indifferenza finisce per annichilire, lirica che tocca un tema a mio avviso molto ampio, trattato con enorme sensibilità. Quante sono infatti queste situazioni, piccole realtà che a volte non fanno nemmeno tanto clamore, siamo abituati a quello che la televisione ci inculca, le grandi tragedie della sofferenza... ma tutt'attorno a noi se soffermiamo il nostro sguardo, se guardiamo con attenzione scopriremmo realtà impensabili. La perla di questa lirica nella chiusa... da brivido lungo la schiena.
l'indifferenza che tutto corrode in una poesia da ricordare, impeccabile nella sua inesorabile verità. B r a v i s s i ma
Inquietudine, rammarico, tristezza, questi gli spettri che si agitano tra le profonde parole di tal componimento. Come dardo raggiunge in fretta e precisamente l'obbiettivo di far "pensare" il lettore trasmettendogli le fitte dolorose di quelle realtà. Intensa, grazie.
Lungo il cordino del tempo, i giorni per certe vite si snocciolano tutti uguali... senza quei briosi sussulti che l'uomo necessita per sentirsi "vivo". Nell'indifferenza più assoluta, si precipita distanti, incapaci di unire i punti di quella stessa vita, come tessere irriconoscibili di puzzle di diversa fattura. Non c'è bisogno di macchiarsi di chissà quali efferatezze per uccidere quella che comunemente viene chiamata "umanità"... Versi splendidi forgiati da un pregiato sentire.
cosa fa l'indifferenza quando avvolge il sentire e lo sguardo? Come diventa il mondo e tutto senza occhi? Senza sapore? Senza odore? Vita che si snocciola come i granelli di un rosario, sempre uguale senza sussulti né di dolore, forse né di gioia ahimè










