Senza riposo
le tue ossa
aculei ramificati sotto pelle
seminate di pietra in pietra
la voce si chiude ermetica
al dolore che sangue respira
e di mani in gruppo su muscoli senza eco
la polvere di sguardi svolazza perpetua
attorno ai tuoi occhi
bussanti ai visi loro apatici
tecnologici profili si schiudono al mondo
di nome in nome a scardinare lo scrigno
insaziabili dimensioni per frontiere umane
il branco si abbevera nelle oasi di timidi deserti
prosciugando tesori e segreti che vita non vede
le tue parole
abissi inesplorati nello stomaco
inascoltate di giorno in giorno
irrisioni in parata da vestir nudi
calpestando scalzi lacrime di vetro
cinto tra le chele del corpo riarso
a tessere le smagliature d’inerzia
penetrando il fumo del lume di pochezza
da respirar in riluce nelle gole loro ululanti
il tormento passa in cometa
di pensiero in pensiero a cercare riposo
nel patibolo acerbo del giardino incolto
nel vuoto da scalfire su gelidi marmi
nel giorno da oscurare prima che giunga notte
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L'autore
Sincity
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