21 agosto
La strada storpiata dai piccoli
sassi, i vicoli stretti oscurati
dai passi dei soliti spettri
incrociati per via
accanto all'insegna della beccheria.
La porta che scricchiola sempre
più spesso senza nessuno
che chieda permesso, le scale
non danno nel buio mai retta
al fosco silenzio che scorre
più in fretta. La chiesa che giace
in mezzo al deserto, in mezzo
al respiro che tace più incerto,
le erbacce più secche che fanno
naufragio nel piscio insolente
d'un cane randagio. Il cinema
triste non ha spettatori
nemmeno tra i sorci che scippano
i muri, nemmeno tra i rantoli
di qualche ubriaco, che affoga
la pena in un canto scordato.
Le pietre non parlano ma, in fondo
lo sanno che quello lassù
è il castello normanno, le pietre
non parlano ma mettono in versi
la eco di complici strilli sommersi.
Il tutto non muore, ma vive
nel Tempo, nel nulla indistinto
d'un solo momento, che al ritmo
incantato di arcane parole
affida la voce d'un giorno che muore,
al muro imbrattato da mano
velata affida il segreto di codesta
data, la mano profetica
che scrisse in quel posto
le sole parole.. 21 agosto
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