La pazza
Ho visto una pazza
Andare in giro nuda
Mentre rideva di atei sorrisi;
Sfidava il fresco ottobre
Coperta solo delle sue vergogne.
Goffe movenze,
Quasi abominevoli i capelli arruffati,
Come velli di gatti neri
Nati dalla bocca dell’inferno.
Grassa la pazza,
Come chi non ha un solo giorno
Patito la fame.
Ho visto la pazza
Correre allegra in piazza,
Dove straniera gente
La guardava divertita
Mentre le sue braccia
Lasciava danzare in aria
Che parevano grosse bandiere chiare,
Flaccide senza vento giovane a pomparle,
Nel mare dell’età che avanza.
Ho visto la pazza correre,
Mentre camici candidi la inseguivano,
Prima di cadere,
Sullo scuro marciapiede,
Come un tronco spianato da un fulmine,
O un peculiare, insolito volatile
Colto in volata da un tiro funesto.
Ho udito la pazza
Supplicare pietà,
Perché la libertà era bella
prima di assopirsi
Con un riso sedato sulle labbra,
Tra la gente che la accerchiava,
Ridacchiava e non capiva.
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L'autore
Angelika
Angela Mori, per gli amici Angelika è nata lo 06/01/1979 a Catania dove tuttora vive. Diplomata all'Istituto Magistrale, ama la letteratura specie quella del periodo del romanticismo e del decadentismo di cui stima i grandi poeti come Baudelaire,Verlaine,Keats,e D’Annunzio. Amo la cultura celtica, Colleziona fate,ama l
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