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Introspezione 19 marzo 2014 · lettura 1 min · 2231 letture

Senza me

Massimiliano Moresco 462 poesie pubblicate
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Ho sofferto le pene dell'odierno Per partorire l'altro da me. Ho probabilmente sgravidato Un essere piuttosto smodato Inalando una forma senza perché. Sono sincero, si lo ammetto, Vorrei mentire, guaire scuse, Arrampicarmi sugli specchi, Specchiarmi negli spicchi Del sole, imperioso all'equatore. Sai, troppo spesso, in questo inverno Il sole, tra le nuvole, bivacca. Assottigliare quella nuvola Che piovendomi addosso, Mi separa dai quei raggi, È impresa almeno da colossi. No... purtroppo mi resta solo quella nebbia Rasa al suolo, beffarda come iena Che ogni tanto amo convocare Per farmi sussurrare I mille nomi del silenzio.
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L'autore
Massimiliano Moresco

Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n

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Commenti (7)

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Carla Colombo20 marzo 2014

Ma qui c'è una resa incondizionata al proprio destino, un rinunciare di partenza a quei raggi di sole caldo per tuffarsi nel silenzio che non scalda ma non disturba nemmeno le proprie radicate convinzioni, certo mettersi in discussione è faticoso e l'autore lo fa molto bene. Scegliere poi di guardare le proprie elucubrazioni mentali sulla carta può essere rivelatore, affrontarle è un altro discorso, altra poesia...

nemesiel20 marzo 2014

Una introspezione fatto con un sorriso amaro... molto severo il giudizio verso se stesso che ne viene fuori. L'aspirazione al "sole" (che qualcosa impedisce di realizzare o l'impossibilità di farlo per propri limiti) e, di contro, la consapevolezza (rassegnazione?) di restare fermi al suolo come quella nebbia beffarda, cercata in fondo... forse per la paura di un volo troppo ardito?...

Catia Dinoni20 marzo 2014

Questa lirica dà l'impressione di viaggiare sul bordo della vita dove pervade un sottile strato che sembra impotenza nel non riuscire in qualcosa, e un senso di sconfitta pervade l'animo preferendo il conforto del silenzio ch'avvolge nella nebbia... quegli specchi fanno scivolare giù allontanando dalla meta le aspettative nutrite, forte è quel desiderio di beneficiare dei raggi oltre le nuvole della cupezza, ma forse si è sdoppiato nella lotta con se stessi e qualcosa ha diviso dentro, tutto appare sospeso, rarefatto, ancora in attesa... la chiusa, solo quella provoca un grande brivido.

Giovanni Chianese20 marzo 2014

Penso che nella chiusa il poeta abbia svelato il suo pensiero. Nella lotta alla vita ha dovuto ingoiare molte pene per un archetipo modello, che probabilmente né a lui né a molti si addice. Per questo motivo, intrappolato nella nebbia dell'imposizione, è stato difficile mettere allo scoperto il reale istinto di personalità. Colpevole di questo assecondarsi all'inibitoria nebbia, tenta di uscirne, sperando che, nella fioca luce di un sole invernale, possa trovare una via d'uscita, purtroppo oscurata da una nuvola maledetta. Deriso, dalla speranza, non gli resta che la rassegnazione, stante quella vorticosa opacità rimuginante ancora silenzi. È stato bravo il poeta, che con metafore molto esaurienti, ha sviluppato una lirica da lode.

carla composto20 marzo 2014

profonda introspezione che arriva ad una resa... un riconoscere la nostra caducità sempre belle liriche...

Elle20 marzo 2014

Una poesia che si articola tra consapevolezza di un esistere e la voglia di non affrontare (rifugiarsi dietro quell'amata nebbia che ogni tanto viene richiamata)... ciò che richiede uno slancio di energia. Così il silenzio diviene una voce che fornisce più di un nome...

Fiammetta Campione20 marzo 2014

I primi due versi mi hanno colpito particolarmente. Parlano della fatica di crescere, imparando dai propri errori, senza cadere nel vittimismo... andare avanti. Una introspezione severa, un'autocritica che sfiora la rassegnazione, come se la fatica fosse diventata troppo gravosa.