Attimo breve
Iafanti Raniero
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Immerso nella mia gioia,
laconico silenzio di attesa.
Dal tuo corpo, brandelli di sofferenza
scuotono il dolore.
Nell'attimo breve e stupendo di candore,
dentro quella bellezza che cosi bene conosco,
Tu nasci.
Vieni a me, come la diga aperta inonda la valle,
le mie mani protese ti colgono,
per sentirti bagnata di quel mare che ti ha protetto.
Il tuo respiro, il respiro del mondo.
Ascolto la tua voce, il pianto che pianto non'è:
È grido di esistenza, la gioia di essere nel mondo,
immensa, infinita.
Mi sento terra fertile e buona per le tue radici.
Vestirai i giorni di gioie e dolori di luci e ombre,
mille braccia dell'albero padre saranno nei tuoi occhi.
Riemerge dall’uomo il bambino,
travolge, come l'oceano che impazza,
scrigni chiusi da scheletri gelosi di passato,
che addentano istanti di vita senza ritorno.
©
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L'autore
Iafanti Raniero
Commenti (1)
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Antonella175 aprile 2014
Esse braccia forti dell'albero padre... una metafora che mi emoziona come un carma e un dolce ritornello d'amore infinito per tua figlia... bellissima lirica

