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Introspezione 22 marzo 2014 · lettura 1 min · 2209 letture

Sono amaro

Massimiliano Moresco 462 poesie pubblicate
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Amaro, si Sono amaro Come il miele Di castagno. Amaro come l'amore Che è dolce Solo nelle fiabe E nei sogni Di qualche cantore. Talvolta sono amaro, si E mi piace Lo voglio condividere Lo voglio custodire In una scatola Per sbriciolarne l'essenza E mischiarla al caffè. Quando sono amaro, sono io Sono antipatico Anche a me stesso, Anche al mio riflesso Che sogghigna Quando da buon soldato Sotterro il mio viso Nel socialmente concordato... Quando semino a piene mani E raccolgo di me stesso i frutti Mi piaccio, sì Con amarezza.
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L'autore
Massimiliano Moresco

Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n

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Commenti (7)

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Riccardo Ruschetti22 marzo 2014

Più che amarezza, ho trovato spesso in Max la grande capacità di sapersi guardare allo specchio con quel pizzico (manco tanto "pizzico"...) di sarcasmo che non guasta. Ed anche qui... direi che non si risparmia proprio! Piacevoli versi che si "bevono" d'un fiato... bravo bravo!

Catia Dinoni22 marzo 2014

Sono amaro?... Chissà, potrebbe voler dire anche io sono quella "voce fuori dal coro", sono semplicemente così. Piace comunque l'ironia con cui l'autore spesso sa interpretare attraverso i suoi versi, mi soffermo in particolare sull'accompagnamento musicale che solitamente non viene usato (da buon purista)... Mi fa pensare che versi e melodia (e che melodia!)abbiano un forte significato intrinseco, l'uno rafforza l'altro, non a caso snocciola un breve testo che molto racchiude: io non adoro quel che voi adorate, né voi adorate quel che io adoro, ed io non venero quel che voi adorate né voi venerate quel ch'io venero... E si, decisamente e per fortuna una voce fuori dal coro. Ottima introspezione.

Elle22 marzo 2014

A volte si ha una particolare considerazione di se stessi che per le varie situazioni si tende a captare come un trasmettersi in dosi di "amarezza"... Da non scambiarsi con la negatività della visione... Credo che le punte d'amarezza siano dettate dalle circostanze, stati d'animo per un anima che se è sensibile sente forti le pene del mondo suo e del circostante

nemesiel22 marzo 2014

Ma dov'è questa amarezza gioisamente negata (il miele non sarà mai amaro) e sarcasticamente affermata (l'amore è prima o poi amarezza)? A cosa realmente l'autore fa riferimento? Certamente ad aspetti che concorrono alla sua complessità di essere umano... che gli fanno sotterrare il viso nel socialmente concordato... che lo fanno seminare e raccogliere... Sono "amaro", si. Ma non posso né vorrei essere diverso da quel che sono. E' ciò che leggo.

Carla Colombo22 marzo 2014

"Sotterro il mio viso nel socialmente concordato", WOW! "Talvolta sono amaro sì e mi piace" Piacersi nei propri tra virgolette difetti, rivendicare la propria personalità, poesia che strappa un ghigno di assenso con strizzata d'occhio e annuire del capo, SI!

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andrea ristori22 marzo 2014

Speleologia della mente pirandelliana, autodenuncia coraggiosa e scaltra, senza scuse, senza fronzoli, con la sincera specchiante verità di chi si espone sicuro di sé anche con intelligente autocritica ed un pizzico di velata autoironia.

carla composto23 marzo 2014

esseri sinceri ...non sempre si può sorridere... l'autore con bravura esprime il suo pensiero che non sempre si sposa con quello degli altri molto apprezzata