Osservando da fuori
Marino Monti
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Ti guardo da questa panchina,
guardo la tua finestra,
quelle ombre che fuggono dalla tenda smossa.
Ti vedo,
che gioisci, e ridi, e ti allarghi,
tu che segui il tuo tremore,
e gli impulsi che nascono senza freni,
nel tuo essere donna.
Io guardo la strada
e mi cingo ad esser freddo,
in questo immoto d’ombra che fugge,
nei pensieri di te che stai lontana.
E non ti preme di me,
che mi suggella il tuo viso,
in questa memoria attenta,
in questa oscurità di vita,
mentre aspetto il tuo cenno.
So cosa ti frastorna e ti stringe,
e mi arrovello il petto,
e mi stendo sulle mie angosce,
sui ripiani delle mie inquietudini,
cercando di chiarirmi e di comprendere,
ma di ciò non lascia nulla,
e mi rimango attonito e frustrato,
in questo vuoto d’inquietudine,
e non mi scende altro
che inginocchiarmi, di fronte al tutto.
©
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L'autore
Marino Monti
Marino Monti nasce a Predappio (FC) il 28 marzo 1953 e vive a Ravenna da quasi venti anni, sposato, con due figlie grandi. Ha scritto numerosi racconti di fantascienza di cui è ancora in possesso ed ha partecipato ad un concorso su questo genere, indetto dalla rivista “ROBOT” più o meno a metà degli anni ’70, poi ha
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