Guardandomi al mattino allo specchio
Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n
Commenti (10)
Non so che lavoro fa il Poeta ma è terribile svegliarsi alle sei di mattina. È normale che i pensieri barcollano davanti al lavello e il cervello ancora "non ha registrato l'idea che bisogna alzarsi", lavarsi, pettinarsi e uscire. Ogni notte è il solito dilemma, ogni notte (alle tre di mattino) si pensa a colui che "ha inventato la macchina per condurre al macello". Chi lo sa chi è stato? Chi ha sconvolto il modo di vivere degli esseri umani? Dubbi amletici persistono e intanto si scrivono versi...
Minuziosa descrizione dell'autore di tutto un mondo che sviscera nel quotidiano dettato da orari assurdi, sembra una lotta titanica a volte per non permettere a quella trave di perforare gli occhi, fa riflettere molto la seconda strofa... Siamo davvero carne da macello? Nell'eterno porsi la domanda intanto facciamo i conti con il tempo che inghiotte la nostra volontà, e la sparpaglia nel mondo dei bisonti... Quanti di noi sognano di sparare alla sveglia, senza sembrare sconvenienti?
Capisco e condivido questa poetica riflessione del nostro bravo poeta; so cosa vuol dire svegliarsi alle tre e mezzo di notte per il lavoro ... si odia la sveglia e i pensieri sono sconnessi. Molto apprezzata
svegliarsi e mettersi in rapporto con i fusi sfusi del giorno e della notte, metabolizzando la necessità di qualche altra ora di sonno che viene sacrificata per adempiere al meglio i propri doveri. Fare a pugni con lo specchio che riflette tutt'altro mentre bisogna muoversi... cercare di trovare qualcosa che metta d'accordo il tutto è davvero una fatica che richiede un bel rapporto con se stessi... Dialogo interessante, ma quei neuroni???
Siamo catapultati nella frenesia di un mondo turbolento che corre veloce e non aspetta, le esigenze degli esseri umani sono completamente stravolte da ritmi assurdi, i nostri orari capovolti tanto che il cervello rischia di andare in tilt... sfortunatamente non lavoro, ma soffro d'insonnia e vivo praticamente di notte!
Versi allegri e ben stilati. Rientra nella normalità svegliarsi di notte per soddisfare esigenze che non si possono rimandare. Ecco perché con la perdita del sonno, la mattina quando ti specchi hai due occhi come un vitello.
Ancora una volta l'autore riesce nel suo scritto a mettere in evidenza con pungente intelligenza la costretta necessità del vivere quotidiano che pone l'uomo a vivere con comportamenti di branco sottomesso e timoroso ai cambiamenti, ma io colgo nel riferimento alla luna che non la nota più nessuno, l'essenza di un poeta appassionato e attento che con la poesia lotta per far prevalere il suo desiderio di una società diversa più umana, più giusta.
Adoro questa capacità dell'autore di avvolgere in gradevole ironia sensazioni serissime, quel prendersi un in giro per non prendersi troppo sul serio. Difficile armonizzarsi con il tempo quando si pensa e si riflette troppo... quando si dorme poco e non solo per colpa della sveglia. Mi soffermo su alcuni dei versi centrali che si riagganciano, con bravura e intelligenza poetica, a due proverbi che amo moltissimo, uno evangelico (la famosa trave non vista nel proprio occhio ed il fuscello in quello altrui) e l'altro cinese (quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito) Splendidi versi per una analisi molto severa da auomo che non accampa pretesti né giustificazioni
direi una sveglia che più sveglia di così...si muore... ironica ma vera molto apprezzata, giorno dopo giorno alla fine si barcolla e si fatica ... complimeni molyo apprezzata
Una dote quella di cogliere i particolari della nostra persona senza estremizzare ma rendendo il tutto naturale con le dovute riflessioni.










