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Riflessioni 23 marzo 2014 · lettura 1 min · 1960 letture

Guardandomi al mattino allo specchio

Massimiliano Moresco 462 poesie pubblicate
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Saltello e barcollo Davanti al lavello Occhi da vitello ragliano via. In realtà il mio corpo Deve ancora registare l'input Del trapano sfonda neuroni. Mi consolo, ho l'oro in bocca Ma vorrei conoscere colui che ha ideato Il concetto di mattino. Non lo so! Talvolta il cervello scorre Verso la valle del pensiero E capita di sfociare nell'idea Che abbiano inventato la macchina Per condurci allegramente al macello. Tuttavia la trave Tritura i miei occhi E quella luna -Che sembra planarmi dalla finestra- Non la indica più nessuno. Così, dopo la routine dello specchio, Viso grigiofumo A continuare l'incubo, Tracimo dalla porta guidato dalla pancia Che uccide ogni notte il sonno Per le sue particolari esigenze. E mi trovo ad intonare Con voce storpia "Un'ora di sonno, almeno una, ti vorrei". E mentre trascino la mia volontà Nel mondo dei bisonti domando a qualcuno Che vive dentro me -Temendo risposte sconvenienti- Come si possa Amare affogarsi Con tanta lentezza.
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Per lavoro spesso la mia sveglia prende vita alle 3 del mattino...

L'autore
Massimiliano Moresco

Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n

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Commenti (10)

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Sara Acireale23 marzo 2014

Non so che lavoro fa il Poeta ma è terribile svegliarsi alle sei di mattina. È normale che i pensieri barcollano davanti al lavello e il cervello ancora "non ha registrato l'idea che bisogna alzarsi", lavarsi, pettinarsi e uscire. Ogni notte è il solito dilemma, ogni notte (alle tre di mattino) si pensa a colui che "ha inventato la macchina per condurre al macello". Chi lo sa chi è stato? Chi ha sconvolto il modo di vivere degli esseri umani? Dubbi amletici persistono e intanto si scrivono versi...

Catia Dinoni23 marzo 2014

Minuziosa descrizione dell'autore di tutto un mondo che sviscera nel quotidiano dettato da orari assurdi, sembra una lotta titanica a volte per non permettere a quella trave di perforare gli occhi, fa riflettere molto la seconda strofa... Siamo davvero carne da macello? Nell'eterno porsi la domanda intanto facciamo i conti con il tempo che inghiotte la nostra volontà, e la sparpaglia nel mondo dei bisonti... Quanti di noi sognano di sparare alla sveglia, senza sembrare sconvenienti?

Grazia La Gatta23 marzo 2014

Capisco e condivido questa poetica riflessione del nostro bravo poeta; so cosa vuol dire svegliarsi alle tre e mezzo di notte per il lavoro ... si odia la sveglia e i pensieri sono sconnessi. Molto apprezzata

Elle23 marzo 2014

svegliarsi e mettersi in rapporto con i fusi sfusi del giorno e della notte, metabolizzando la necessità di qualche altra ora di sonno che viene sacrificata per adempiere al meglio i propri doveri. Fare a pugni con lo specchio che riflette tutt'altro mentre bisogna muoversi... cercare di trovare qualcosa che metta d'accordo il tutto è davvero una fatica che richiede un bel rapporto con se stessi... Dialogo interessante, ma quei neuroni???

Daniela Dessì23 marzo 2014

Siamo catapultati nella frenesia di un mondo turbolento che corre veloce e non aspetta, le esigenze degli esseri umani sono completamente stravolte da ritmi assurdi, i nostri orari capovolti tanto che il cervello rischia di andare in tilt... sfortunatamente non lavoro, ma soffro d'insonnia e vivo praticamente di notte!

Donato Leo23 marzo 2014

Versi allegri e ben stilati. Rientra nella normalità svegliarsi di notte per soddisfare esigenze che non si possono rimandare. Ecco perché con la perdita del sonno, la mattina quando ti specchi hai due occhi come un vitello.

rita iacobone24 marzo 2014

Ancora una volta l'autore riesce nel suo scritto a mettere in evidenza con pungente intelligenza la costretta necessità del vivere quotidiano che pone l'uomo a vivere con comportamenti di branco sottomesso e timoroso ai cambiamenti, ma io colgo nel riferimento alla luna che non la nota più nessuno, l'essenza di un poeta appassionato e attento che con la poesia lotta per far prevalere il suo desiderio di una società diversa più umana, più giusta.

nemesiel24 marzo 2014

Adoro questa capacità dell'autore di avvolgere in gradevole ironia sensazioni serissime, quel prendersi un in giro per non prendersi troppo sul serio. Difficile armonizzarsi con il tempo quando si pensa e si riflette troppo... quando si dorme poco e non solo per colpa della sveglia. Mi soffermo su alcuni dei versi centrali che si riagganciano, con bravura e intelligenza poetica, a due proverbi che amo moltissimo, uno evangelico (la famosa trave non vista nel proprio occhio ed il fuscello in quello altrui) e l'altro cinese (quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito) Splendidi versi per una analisi molto severa da auomo che non accampa pretesti né giustificazioni

carla composto24 marzo 2014

direi una sveglia che più sveglia di così...si muore... ironica ma vera molto apprezzata, giorno dopo giorno alla fine si barcolla e si fatica ... complimeni molyo apprezzata

Francesco Rossi26 marzo 2014

Una dote quella di cogliere i particolari della nostra persona senza estremizzare ma rendendo il tutto naturale con le dovute riflessioni.