Abbandono
Abbandono
mi lasci perire di schiena
sotto stelle bucate dalla flebile luce
al mormorio di lampioni
nelle strade fuggite alla nebbia
per lo straziante gracchiare dei sordi
furtivi sguardi di freddo
affamati di polvere nuova
strisciano tra alcove e palpiti di morte
ascoltando la novella
dei paradisi aridi di vita
dorme un cuore
di impercettibile anatomia
nella nicchia fetale di un corpo
ora rifiuto colto nel riposo
di soffocanti pazzie umane
passeranno metalliche stagioni
sui manti stradali
sui manti avvolti di sangue
ancora ansimanti al ruggito di carezze
ora alla catena di brevi soste estive
abbandono
mi lasci ferire di fede
sotto le croci dal volto riarso
al pellegrinaggio di comete
nelle stalle innalzate al martirio
per l’incessante arresa dei vinti
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L'autore
Sincity
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