L'usignolo dorato
Ti ho conosciuta
in quella città
di passaggio
rumorosa e vociante
nel silenzio straziante
mi mostravi l’intimo
tu “bambina” viziata
io “vecchio” narciso.
Ci siamo amati
coccolati
inebriati di sogni
mai convinti in due.
Desiderosi di fughe
esteti decadenti
poeti sconfitti
per metà dalla vita.
Sepolcri imbiancati
consumati come nuvole
piangenti di labbra
inconsolabili oramai.
Rimescolati in lontananza
rattristati ogn’ora
dal canto dell’usignolo
prigioniero dorato.
©
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