Betania
Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne
Commenti (11)
Sottili riflessioni, eppur profonde, che lasciano un sapore agro( dolce) in bocca e, con vergogna, una lacrima negli occhi quasi si nasconde.
bellissime riflessioni... un dire quasi a mimetizzarsi in una cieca realtà che non ha solidarietà. . bei versi ... complimenti.
Confesso, non capivo il significato di questa interessante poesia. Poi ho scoperto l'esistenza di Marta e Maria nel vangelo. Marta e Maria accolgono Gesù. La prima si preoccupa dell'aspetto "convenzionale" e tenta in tutti i modi di aiutare gli ospiti ad essere a loro agio. Mentre Maria capisce di aver una persona con una luce particolare di fronte e preferisce ascoltare l'insegnamento del Cristo. In questa particolare poesia, l'autrice si sente entrambe i personaggi con una prevalenza per la prima, Marta. È un po una metafora che può valere per tutti in quanto siamo occupati dalle etichette, dalle buone maniere e non riconosciamo il messaggio spirituale e, quindi, più importante dell'accoglienza, che una persona qualunque può dare.
Una riflessione molto originale, l'autrice in questa sua estemporanea versione dà un saggio delle sue indiscusse qualità poetiche, versi che scorrono sotto l'occhio del poeta e si manifestano in tutta la loro bellezza e particolarità, due nomi all'interno di essa fanno da sfoggio alla trama alquanto suggestiva. Una lirica da segnalare e che faccio volentieri, complimenti.
Il dualismo interiore, la scelta di essere o apparire. Il dividersi in questa lotta continua, il saperlo fare, per andare avanti, sopravvivere. Due figure, due diversi modi di soffrire. Splendida esposizione, descrive bene l'altalena delle parti, e la difficoltà crescente ad interpretarle. Apprezzata molto!
Riflessione originalissima, versi come sempre interessanti, 5a strofa super: Credere o non Credere, questo è il dilemma! Essere Marta nella frenesia moderna che ci spinge a fare, ad occuparci delle cose esteriori o essere Maria che riesce a fermarsi ad ascoltare l'Essenziale? L'altalena dello Scetticismo che vorrebbe fermarsi...
"Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta". Spesso davvero ci perdiamo la parte migliore della nostra esistenza... troppo indaffarati e trafelati dal vortice dell'esistenza che ci schiaccia e ci acceca. Colpisce l'ultimo verso della penultima strofa... quel "troppo più forte per essere Maria" che denuncia quel vivere "contemplativo" e di abbandono alla fede come uno stato di debolezza. Anche se poi... la chiusa la dice lunga circa l'eterno combattimento interiore che va oltre la ragione...! Versi profondi comportanti riflessioni di spessore.
Marta donna superficiale, preoccupata solo alle cose materiali Maria, riflessiva e emotiva appare più incline all'ascolto che alla parola... in fondo esse sono la metafora che vive in contrapposizione in ognuno di noi, siamo " Marta e Maria " raramente poggiamo a terra il convenzionale per porci a ciò che non vediamo ... Una poesia molto particolare e profonda che mette in rilievo la sensibilità e la capacità di pensiero della voce narrante! Particolarmente sentita e molto apprezzata.
Su questa stupenda e molto significativa poesia è stato già detto tutto. Marta, come dice il Vangelo, è colei che serve il pranzo, mentre Maria è colei che unge i piedi di Gesù e li asciuga con i propri capelli, l'una si affanna e si preoccupa di troppe cose, mentre l'altra non fa altro che ascoltare la parola di Gesù, scegliendo quindi la cosa migliore. Bellissima lirica, metafora di tutti noi, che ci affanniamo tanto, preoccupandoci molto più di ciò che è effimero anziché di ciò che effettivamente è necessario. Occorre, quindi, entrare in noi stessi per poter equilibrare meglio i nostri comportamenti.
Siamo esseri contraddittori, risultato dei diversi fattori che coabitano in noi e per questo motivo inevitabilmente poco coerenti: Difficile, anche a causa della realtà in cui viviamo, cogliere la vera essenza del vivere. Una lirica profonda e di grande spessore che apprezzo particolarmente.
Interessante e profonda riflessione; anch'io a volte mi sento Marta e a volte Maria. E' più bello e gioioso essere Maria ma, Maria, non può essere così serena e gioiosa senza il lavoro di Marta. Questo è uno di quei brani del Vangelo, che si presta molto bene a discussioni. Poesia bella e ben verseggiata dalla brava autrice.









