Sera
Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne
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Una sera di bisogni... amore e magia in versi profondi...
Quanti brividi che provoca l'inquietudine serale, quell'irrequietezza che pretende il bilancio di vita quotidiano... Una dolce malinconia che pervade i sentieri del cuore, il desiderio di una pioggia purificatrice per lavare queste note di solitudine. Versi che colgono sapientemente ogni dettaglio di un vivere palpitante che non s'abbandona al silenzio serale ma lo popola di ricordi d'amore, di desideri mai sopiti, di voci che popolano "l'inquieto silenzio della sera..." Lirica che rende valore ad ogni vera sfumatura del vivere come sapori necessari per gustare appieno questi momenti di abbandono ai ricordi e alle dolci malinconie della vita... Ottima lirica!
Mi ha dato la Sensazione, per come è plasmato il testo, di un lento scorrere di un fiume o di una pioggia che scende lenta dal cielo. Nella pioggia e dalla pioggia siamo protetti specialmente se abbiamo un buon riparo. E così è la malinconia che suscita l'amore: tutto è ovattato, talvolta è bello crogiolarsi in quanto suscita sensazioni di conforto ma è un modo, forse romantico, per proteggersi, dal dolore di una separazione.
"qui all'ombra del mio rapace buio che plasma accorto mille vuoti di Sole" Un raccoglimento serale con se stessi intensamente malinconico ed esemplarmente, semplicemente bellissimissimo!
È difficile trovare e soffermarsi solo su una strofa... tanto tutta la lirica trabocca di intensa bellezza. Uno stato di inquietudine sospesa (e che porta nel profondo di se stessi) dove pure la fioritura di un melo perde il suo senso ben sapendo che quei fiori sono destinati a cadere. Sarà pure d'argilla il cuore, ma... certi versi possono sgorgare solo da un "grande" cuore!
Nell'inquieto silenzio della sera raccolgo le mie nubi e le riempio Ed è quando giunge la sera l'esplodere della notte che cattura i pensieri liberano i propri temporali, una lirica questa che irrompe e coinvolge nella lettura tale è la carica espressiva che fuoriesce, desideri che mai si adagiano in letargo ma che permangono vigili e pulsanti nell'inquietudine che riveste l'anima. Odio d'amore il pensiero di te. Una chiusa che dice tutto. Splendidamente poetata.
La sera con il suo oscuro velo è il momento più intimo, in cui il dialogo interiore prende forma e l'animo si raccoglie e tira le somme del suo esistere. E il cuore si sveglia ai ricordi e alle malinconie. Semplicemente meravigliosa in ogni verso... ma la chiusa è da brivido.
Un incipit quasi surreale direi "raccolgo le mie nubi e le riempio" che lascia spazio alla pioggia che arriva quasi come una purificazione che copre un "inquieto silenzio". La reiterazione dell'ossimoro mette in risalto la fragilità del "cuore d'argilla"(leggo dell'essere umano in genere) la sua inettitudine nel poter cancellare un grandissimo amore. E un altro stupendo ossimoro chiude la poesia: "odio d'amore il pensiero di te". Apprezzatissima.
Una potenza espressiva che si tramuta in una pellicola d'emozione. In quell'inquietezza tutto il carattere di tristezza col suo carico di sale. Amore e odio, due facce della stessa medaglia che qui sono magistralmente espresse. Complimenti per questi versi!
la sera raccoglie silente sensazioni che toccano il cuore... complice la pioggia che con il suo ticchettio regala un accompagnamento dolce e sudente... lirica magistrale in metafore belle e sentite ...









