29 Marzo 2003

L'alba liscia i fianchi d'un sole muto,
sulle colline è un brivido di pioggia
e nei ruscelli
e tra i nidi
si mormora d'una distanza,
d'un rigo e il suo punto.
Tutto è già ieri,
come il passero c'ora becchetta
si ferma
spiega l'ali e se ne va.
Il legno s'è fatto croce
su quella bocca che nessuna voce scalderà;
e nella casa è un subbuglio di silenzi
e i lividi sui volti
sono l'ombre degli occhi
sbarrati
sul tempo che non torna
sui gesti sospesi
sulle parole mute.
Le mani sono già distanti
e non c'è preghiera per chi
- sotto la pioggia -
si fa marmo per non cedere.
Questo è quel giorno
di silenzio in ginocchio
di ricordo da scucire,
è quel giorno scappato
in mezzo ai fiori,
durato un istante.
Lungo una vita.
©
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L'autore
stefania giacarelli
Quando ero piccola sognavo di diventare scrittrice, e imitando Jo,una delle "Piccole donne" del romanzo,prendevo due mele e andavo a nascondermi in casa per scrivere...crescendo la vita mi ha portato altrove, ma ho sempre scritto,qualunque cosa, ovunque...su tovagliolini dei bar, sugli scontrini dei negozi...perché qu
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