Ma le guardate mai le forme?
Io, aggrappato al corrimano,
mi apro la strada verso un'altra soglia
il poliziotto che è di guardia
domanda a tutti il pass dell'indomani
Ho attraversato con il rosso
per non avere al mondo più giacigli
il tempo è solo una poltiglia
che va scandita ormai in lune traverse
Ma le guardate mai le forme?
disegni affiorano nascosti
sono segnali interstellari
crocicchi vuoti pieni di occasioni
Niente, nessuna cosa smuove
la vostra lenta atarassia
pestate sul telecomando
fin quando non si accende il lieto fine
Favoleggiando orgasmi multitasking
vi assoggettate al calcolo del prezzo
a nulla serve il gemito del vento
nè il caldo di un abbraccio senza senso
Il mercimonio del vigente è legge
non disturbate adesso il conducente
gli avete già pagato un bel biglietto
ora aspettate che vi porti a letto
Che vi rimbocchi le coperte,
che vi possieda senza pace,
l'unica chance che vi darete ancora
e di durare almeno un'altra ora.
Impasticcatevi ben bene
ma senza dirlo ai vostri figli
a loro scaricate le ballate
del vivere felice con quel poco
Che passa in mezzo ad un pertugio aperto
così, in tralice, tra scapole e costato
dove, se fuori soffia forte il cielo,
vi sembra che qualcosa batta ancora.
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Commenti (1)
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Claretta Frau30 marzo 2014
Riflessione arguta e allo stesso tempo amara del nostro vivere quotidiano.
