Canto Ateo

premute le pupille
presteremo un soldo al vuoto
In volubili diserzioni a sfondi ipnotici
giacché ancora bramo, il silenzio rituale
e come bronzo ancora a meditare - sull’eventualità
che ogni minuta incongruenza prescinda dal declivio
inopportuno di qualcosa che si nasconde a questa vista
e che si erge come movenza d’idolatria e Santa verità
chiudiamo ancora gli occhi
e cuciamoci la lingua con ferro caldo
il salto prossimo
atterrerà carponi sulla sabbia di Marte
non avremo più da crescere
né rivoli
di sudore orneranno
le nostre aeree fronti defunte
Il marmo freddo s’incunea stalagmitico
nella melma che c’ingloba
forse qualche larva
ne trarrà conforto
di sicuro
non le nostre
ali
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L'autore
EnzoL
Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta
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