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Introspezione 31 marzo 2014 · lettura 1 min · 2124 letture

Non sono il benvenuto

Massimiliano Moresco 462 poesie pubblicate
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Vado a trovarmi Non ho lo zerbino Con scritto welcome. Al limite dallo spioncino Un occhio sussurra "vattene". Ma che importa Il bon ton Non è il mio forte. Busso alla porta È sempre serrata Forse dovrei forzarla. Spesso non sono presente Oppure non sono il benvenuto Oppure svengo Quando svendo Le mie mani vuote. Stringo il cuore, Ne ho bisogno Il laccio omeostatico È ben serrato Il mio sorriso è già scappato. Tento una fuga Mi muovo poco e male Ste maledette stampelle Masticano l'essenza della vita Ma posso dileguarmi lo stesso Tra pena e sguardi languidi. Occhi impertinenti Assillano l'aria Ed io condizionato Scappo come un ratto Tra le fauci del ricatto.
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Capita di scappare da se stessi...

L'autore
Massimiliano Moresco

Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n

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Commenti (12)

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Catia Dinoni31 marzo 2014

La domanda sorge spontanea... Si può davvero scappare da se stessi? Rifugiarsi altrove... oppure transitare tra le situazioni che ci stringono addosso con l'eterno bagaglio di un sogno ben stretto in mano, un po dentro e un po fuori. Colpisce molto il riconoscersi nello spioncino come quasi un nemico quel "vattene" lascia un segno forte, eppure anche se su basi malferme ci si muove, lo si deve fare comunque, arrestarsi davanti a porte chiuse non credo sia sempre saggio, bisogna trovare il modo di entrare senza doverle forzare, in fondo la chiave sta nella tasca a sinistra... al ricatto non si può cedere, ma si può sbattergli la porta in faccia con determinazione.

Fiammetta Campione31 marzo 2014

Quando si diventa consapevoli della propria "ombra" si è già a buon punto, ma la "battaglia" è appena iniziata... quante volte si vorrebbe fuggire da sè stessi per voltare le spalle a quella parte nella quale non ci si vorrebbe mai specchiare. Oppure cacciare via il nostro alter ego, dicendogli "vattene" dallo spioncino. Mi piace il modo dell'autore di parlare di sè, con un certo distacco e con versi di indubbia originalità.

Sara Acireale31 marzo 2014

Fuggire da se stessi non si può...Si può svicolare, prendere vie traverse, camminare a zig zag ma alla fine... si troverà sempre l'altro io con cui fare i conti. È meglio affrontare l'altro "lato" e dire "Apri quella porta, altrimenti forzo la serratura e bada... SENZA RICATTI". Soltanto con questa azione drastica si avrà il "benvenuto", ci si sentirà vittoriosi anche se molto stanchi.

rita iacobone31 marzo 2014

Continua l'autore a raccontare dei suoi stati d'animo, del suo vedere e giudicare la vita nella quale lui è parte integrante, il suo stile colpisce e stimola a riflessioni sempre intelligenti. Credo che molti si possano ritrovare in questi versi che danno sfogo al desiderio di cambiamento in noi stessi.

Rosita Bottigliero31 marzo 2014

Non sempre si riesce a essere se stessi... la società ci impone una maschera da infilare ad ogni emozione. Anche qui, nella lirica, l'autore cerca almeno in parte di nascondersi... scappa e si ferma al non dire... metafora piaciuta. Molto apprezzata

nemesiel31 marzo 2014

Se non c'è reale voglia di entrare in noi stessi, quella di trovare la porta sbarrata sarà solo un alibi... forzarla non serve, troveremmo altri espedienti per fuggire alla visione di quell'io che a volte non ci va di condividere... Scappare da se stessi non è rifiuto di conoscersi... a volte è solo stanchezza o sfiducia

Riccardo Ruschetti31 marzo 2014

Un essere stretti di un paio di taglie a se stessi... non trovando nulla di meglio che sbatterci in faccia la porta del nostro cuore! Una lettura quasi scanzonata, ma che trasmette la forte verità di un disagio che prende forza e soffoca nel timore di guardare al di là di quell'uscio.

carla composto31 marzo 2014

una lirica originale piena di verità ... come il guardarsi in uno specchio e non piacersi ...emozionante lirica che porta a profonda ed attenta riflessione

Grazia La Gatta31 marzo 2014

Una introspezione particolare ma interessante. A volte non si ha voglia di guardarsi dentro, di dialogare con se stessi ma è solo un momento passeggero di pigrizia di autoanalisi o accumulo di stress (e di certo, l'odierna società non aiuta affatto) a volte può essere sconforto (per come procede il tutto intorno a noi) ma, il fatto di essere riusciti a buttar giù questi bei versi, dimostra che, il nostro autore, riesce molto bene a parlare con se stesso. Piaciuta.

Carla Colombo1 aprile 2014

Via da tutto e da tutti, soprattutto da se stessi, quanti di noi non l'hanno desiderato? Solo che i conflitti irrisolti lasciano un graffio su quel cuore stretto dal laccio, che prima o poi si ribellerà somatizzando in malesseri quell'inquietudine esistenziale da cui nessuno è immune. Il tono scherzoso ed ironico alleggerisce una riflessione che potrebbe essere disperata e qui dimostra nuovamente l'indiscussa bravura di Massimiliano nel suo stile unico.

Giovanni Chianese1 aprile 2014

Poesia di un vissuto che lascia molto riflettere, sforna versi di ribellione su una società che è specchio deformante della vera libertà, poiché asservita dalla giungla d'inutili burocratiche regole, che deturpano il vero senso della vita. Bravo, come sempre, l'autore usa metafore molto esaurienti per esternare il suo stato d'animo ribelle nei confronti di una dimensione artefatta dall'uomo che fa gli interessi di pochi, da cui sente il bisogno di evadere, nonostante il ricatto del vincolo esistenziale. È una lirica che apprezzo molto sia per contenuto, che per forma e originalità. Complimenti all'autore.

Elle4 aprile 2014

Autore originale che sa ben parlare di sè mettendosi in discussione con quel tipico dialogo che mai è "monologo"... da spettatore e protagonista, due facciate dell'unica medaglia che sono strettamente collegate da una sua società economica senza scopo di lucro, ma anzi, ogni guadagno che ne consegue viene versato in una cassa speciale: consapevolezza e saggezza. Un guardarsi con occhi spalancati e fiduciosi... eternamente giudiziosi e desiderosi di non lasciare niente al caso. Sviscerare parti inconsce che per pigrizia o cecità potrebbero depositarsi nel fondo della consuetudine... E possiamo deliziarci di una pregevole scenetta... da cui sicuramente imparare quel senso di giustezza... o giustizia... insomma di purezza.