Madre che non ha culla
Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne
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madre che non ha culla. ... versi deliziosi. si nasconde sotto ogni riga una strana solitudine e spezza la gioia. Ma forte si erge nei cieli e la luna è lì. ... versi profondi.
Appare quasi un canto di dolore per un amore che non si può donare. Eppure, quanto amore c'è...
"Disperde i suoi pensieri petali d'astri" Un momento di riflessione molto intensa, un vedersi in maniera quasi impietosa, disincantata, arrabbiata con se stessa così inconsolabile di fronte ad una Luna che non guarda, nella solitudine che riceve solo fredde carezze, un quadro anzi, un fermo immagine di un film drammatico che potrebbe intitolarsi "il vuoto nell'anima", la protagonista di spalle nella penombra guarda alla finestra un giardino d'inverno e ripensa alla sua vita, delusioni e disinganni
Versi struggenti, intensi, per niente "ossuti"...! Sembra di poter assistere a questo gioco di ombre e luci, incastri di carne e luna dal sospeso respiro. C'è rabbia... c'è calore... c'è fame di vita a pieni polmoni... e le lacrime sono il retaggio di quella speranza che doveva essere ma non è! Splendida musicalità...nulla lasciato al caso, tutto è curato con grande maestria... vero e proprio marchio di fabbrica di questa valida autrice.
L'equilibrio che spesso ci tocca donare a chi ci circonda, è spesso quello che ci manca. Prede delle nostre evoluzioni, della nostra forza creatrice e caotica, ecco che siamo presi da quel vortice silenzioso ma altrettanto duro. Ma quale sarà il riposo, la culla dei pensieri... Nemesi tace, si protegge... è necessario per sopravvivere, per continuare. Il Pathos, la fragilità, il soffrire... è della Luna. Profonda introspezione, dice molte cose che sono custodite nell'anima. Apprezzata molto.
Nemesi ossia distribuzione del fato, intesa come giustizia compensatrice o riparatrice... Nemesi che non è tale per sè. Confesso che questa lirica muove dentro molte emozioni leggendola, trovo così carica di significati profondi, un esplorazione che va oltre, e tocca le corde dell'anima. Racchiuso in questo scrigno poetico, c'è la rabbia, delusione, solitudine dei pensieri e tanta fame di stringere il concreto, abbracciare la vita, con tutte le sue fragilità. Ecco Nemesi tace ora... ma le parole arrivano dirette anche in quel silenzio, silenzio che solo la luna sa interpretare e cullare nelle sue fasi alterne.
Un'interrogarsi alla luna, quale musa del proprio agire, fermenta uno stato d'animo, ed è tempesta la ribellione, declamante riscatto d'identità. È il canto di una madre che ha dato tanto quanto moglie e samaritana, nel susseguirsi del destino. Frustata, stanca, esaurita, questo soliloquio riflessivo, può considerarsi il riconoscimento di un titolo, parole a disperdersi tra gli astri di un infinito senza ragioni, nello spiraglio lunare, che illumina una martire figlia di nessuno. Bellissima!
Nemesi sembra apportare quasi una rabbia sorda e indifferente. Una sorta di Dea matrigna, non maligna di per sè. Il suo intento non è occuparsi del bene dell'uomo ma di mantenere l'ordine tra male e bene. Questo è nel mito antico. Poesia che trovo forte, molto forte, scava e smuove qualcosa che è celato in profondità. Forse è quel sentirsi abbandonati da un esistenza priva di significati per l'essere umano. Davvero una grande poesia.
Nemesi... una vendetta per quella madre che non ha culla... poi tace... unico sfogo... il pianto della luna. Versi di alta poesia, di introspezione profonda ed intensa.
Per me una tra le migliori dell'autrice. Arriva fortemente la rabbia, l'impotenza di fronte ad una vita ed una realtà percepite come vuote, infeconde. Bravura confermata nel trattare argomenti impegnativi
versi forti intensi che arrivano al cuore... ben descritta la sofferenza, il dolore nel poter avere ciò che si desidera con tutto il cuore... versi importanti e belli
La Poetessa, con forte empatia, si è "vestita" dei panni di una donna che non può avere bambini. Ogni donna è nata per essere madre e quindi penso che il dolore di chi non può stringere al seno il frutto del suo amore, deve essere enorme. Mi sento di dire, comunque, che essere madre non implica necessariamente mettere al mondo un "figlio proprio". Si può essere mamma meravigliosa anche senza avere partorito un bimbo, molte donne hanno adottato dei bambini e il loro senso materno è stato appagato e, inoltre, hanno dato una famiglia a delle sfortunate creature. La lirica è ben strutturata...











