L’uomo della sera
Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne
Commenti (11)
l'assenza di un'ombra che nell'aria è presente in ogni cosa... malinconia latente... la sera ha bisogno di vivere. bella...
Nove strofe per una poesia ma ogni strofa è già una poesia particolare e malinconica ho notato in questa ode questa singolarità tante piccole perle tutte insieme ... Il contenuto lo percepisco come un parlarsi intimo analizzare, forse un'amore, forse la sua ricerca al di là di ciò è molto ben strutturata. Piaciuta e apprezzata
le notti calde che si fanno malinconia fra il vento e l'ombra. Molto delicata
Belle sensazioni, che insieme dipingono un paesaggio di malinconia ed attesa, così m'appare.
Un giardino, l'acqua che scorre da una fontana, eppure non vi è tranquillità in quella "ragione senza traguardi".Una vita che trascorre tra inquietudini e vaghezza d'animo... Tormenti e malinconie che non sanguinano ancora ma continuano a crescere in quegli occhi scuri divenuti ormai un lago che li accoglie... Bellissima la chiusa finale: non è il nulla che ci attende e che ci farà sprofondare, ma è l'infinito che ci condurrà ad una resa d'ombra". Quanta profondità ed analisi del nostro essere in questi versi che con velata malinconia descrivono i nostri tormenti ed il nostro quotidiano pathos. "L'uomo della sera" lo siamo un po' tutti, silenziosi, evanescenti, in attesa che il nostro divenire renda conto di ciò che è stato il nostro essere...
Mi ha colpito molto questa strofa "Miele d’una malinconia si fa lago nei tuoi occhi scuri" oltre a trovarla molto bella, credo che il miele associato alla malinconia è quanto si più pertinente l'autrice potesse immaginare. Questa malinconia infatti ha un suo sapore dolce pur avvolgendo in un alone di amarezza.
Non c'è un solo verso che non sia poesia nella poesia, nel loro susseguirsi danzano davanti agli occhi del lettore le immagini, prendono vita... sembra quasi di vedere nitidamente quel giardino, una fontana che zampilla, un cancello che divide dalla gemella inquietudine, un tutto ch'avvolge, nel mentre si attraversa la durezza di un sentiero che comunque ha forgiato l'anima seppur malinconica ma non sanguinante. Sapore dolciastro langue nell'amaro amalgamandosi alle ombre di un ricordo. Splendide metafore per una poesia di spessore.
Un sapiente susseguirsi d'immagini prende il lettore per mano e lo accompagna nel giardino dell'anima di questa sorprendente autrice che in questa poesia regala una strofa più bella dell'altra, 9 perle da incorniciare! Versi che avvolgono, versi da respirare nella calda brezza della sera spaziando lo sguardo su distese di colline in un momento di raccoglimento estatico
E' difficile trovare le parole giuste per descrivere le sensazioni profonde che questi versi emanano. Tra tutte... sottolineerei l'illuminata veridicità della prima strofa... le mani svuotate di ogni tangibilità prese da quell'intontimento (come "ubriache") dettato dal desiderio. Come pure il percorso compiuto dalla mente... attraverso quel "giardino"...oltre il "cancello"...quel limite precostituito dal nostro io al di là del quale sempre zampilla fresca l'acqua della libera essenza di ciò che siamo quando, spogliati di noi stessi, ci specchiamo. Versi da gustare... lentamente... per poterne apprezzare appieno l'intensità del sapore.
"Il pensiero ricerca la gemella inquietudine di un’altra lontananza." La lontananza, dall'altro, da un amore desiderato, cercato, è anche lontananza da se stessi, una specie di alienazione che porta con sé impressioni e ricordi talmente veri che si possono toccare. Allora ci si affida ad essi si oltrepassa il cancello, si salta il muro per andare incontro all'infinito, ed è un viaggio che rapisce, malinconico e silenzioso.
Bella poesia. Bella nella sua parte iniziale con un'apertura forte e decisa che trasporta poi vai oltre e la leggi con intensità emotiva fino alla sua chiusa. Una chiusa davvero speciale.











