Papavero rosso

Quel piccolo fiore
crebbe disatteso
tra erbacce e terre incolte,
quel papavero rosso
che nella sua fragilità
si esponeva ai venti forti,
divenne la dolce droga
per gente comune
che con difficolta si proiettava
in una evoluzione forzata
verso Dio.
Anche l’odore particolare
generato dall’arida terra
bagnata dalla pioggia sottile,
fu molto affine
all’intenso profumo dei sentimenti
che invisibili penetravano
e rendevano l’umanità
parte della natura.
Il volo bizzarro dell’amore,
a volte serva infedele
come una rondine vivace
preannunciava la primavera
la fertilità
e fino alla fine lavorò indomita
-per la sua scia-
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Paola Paolina Segatto13 aprile 2014
Da un bellissimo poetare che esprime questo poeta, sono da aggiungersi plausi senza fine. Originalità nei versi; soprattutto la chiusa una vera scioltezza ad osare. Poesia molto apprezzata.
Rosita Bottigliero14 aprile 2014
l amore paragonato a un fiore rosso di passione che ne sente tutto il significato. il papavero fiore nascente tra le erbacce della vita. ... rende la vita un fiore ...


