Lacrimogeni amore amico poeta
Vedo in te un consumato libertino e spesso un bimbo che sanguina
Domani e dopodomani amerò altre immagini, scriverò altre immagini aggressive
Oggi il mio sangue non vuole cambiare, non vuole evaporare
Feste private materne in una cella che ci illude
Ingoio un rospo di polvere, piccola fessura
Vivo lungo la strada del nuovo nulla
In bene o in male, io scrivo ad ogni modo
Io non sono così giovane come sembro per la congelata atmosfera natalizia
Io sono così consapevole della mia realtà inventata dei bambini mendicanti insepolti,
dei monatti e degli sbirri d’ospedale che dominano come carnefici
Perdo gli occhi e l’anima sotto il peso dello spavento e dell’ansia della morte
Dappertutto odo e vedo cose strane ed orrende
Dovrei essere stato creato per essere accudito abbastanza da dare ai miei amici
Tutto l’amore che posso
Sono solo il condannato clandestino della cabala scroscio d’argento
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Commenti (2)
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Leaf25 maggio 2007
apprezzo molto chi, come te, scrive come in preda a una forza irrefrenabile, che non conta versi, che non segue schemi, che non cerca parole, perché le ha dentro... così come escono... in un fiume in piena emozionale.Racchiudi un'infinità di concetti, nei tuoi testi... a volte si fa fatica a seguirne il filo, ma non lasciano mai indifferenti.
B
Benedetta Cavazza Miciamalvina26 maggio 2007
si, interessante come vengono giocate bene le parole con musicalità e maestria..però personalmente amo molto riuscire a comprendere, ad entrare in empatia coi i sentimenti che si dipanano nella trama..e se non riesco sento un po di frustrazione.
