La notte nel mentre

Ho ascoltato le mie veglie
avevano il pianto nano di bambini nudi
in tondo ad una fame che mi asciuga
Le parole ormai non mi sfiorano più
E ho aperto una breccia tempo orsono
per rintracciarmi le viscere
nei tratti di quel cuore
di cui ho tanto sentito parlare
La notte si sbriciola di lutto
se ogni qual volta che procedo indenne ai miei incubi
lascio la mano penzoloni
sulle coste vuote di questo letto
Mi attende l'inverno
nel mattino che cinguetta primavera
e forse
anche la paura indugia illesa
ad un passo fuori casa
lontano da quel perimetro di mondo
che ho creduto d'inventare
al di là del mio guanciale
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L'autore
EnzoL
Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta
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